sabato 28 maggio 2016

LA VERITA’ RENDE LIBERI?


Editoriale di: Luigi Orsino

(N.d.R.) Qualcuno potrà obbiettare che questo editoriale di Luigi Orsino è frutto della rabbia e disperazione per la condizione in cui versa da anni; ma credetemi non è così. Da sei mesi sono in stretto contatto con lui quotidianemente ,  conosco il suo alto valore morale e la sua perspicace intelligenza, condita da una notevole cultura soprattutto storica. La sua rabbia, qui espressa  in toni molto duri ed accusatori, è frutto della consapevolezza della fine che si sta inesorabilmente approssimando per questo paese. Un paese, che si mobilità per una povera bimba salvata dal naufragio di un barcone e non si chiede a chi fa comodo che questa povera gente si riversi in Europa passando per l' Italia. Forse non tutti sanno che da un rapporto dell' Unicef, risulta che in Italia 1 bambino su 3 è povero e versa in uno stato di indigenza da cui probabilmente non uscirà nemmeno con la maggiore età.
Rapporto Unicef pubblicato sul quotidiano LA Stampa 

Ciò che mi rende particolarmente furioso è la protervia del sistema che ci opprime. Senza nessuna remora ci mentono spudoratamente nell’assoluta certezza di non essere mai smentiti e se mai dovesse accadere questo malaugurato incidente hanno la certezza dell’impunibilità.
Continuano a propinarci notizie fasulle, alterate in tutto o in parte, tali da mostrarci una realtà, una verità, del tutto virtuale; si tratta di vera è propria propaganda di regime, disinformazione da tempo di guerra. Infatti se ancora non ve ne siete resi conti siamo in guerra. Una terribile guerra che vede contrapposti i cittadini onesti e lavoratori ai parassiti succhia sangue che pretendono di reggere le sorti del nostro paese. Ribadisco DEL NOSTRO PAESE perché loro hanno perso il diritto di definirsi italiani avendo tradito i loro compatrioti al solo scopo di perseguire i loro benefici personali. Continuano a dirci che l’Italia è in fase di ripresa, che le cose vanno meglio e che presto saremo fuori dal tunnel, ovviamente avvalorano queste affermazioni con dati artatamente ritoccati, quando non completamente taroccati.
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Nessuno ci informa, correttamente, sul gravissimo stato di sofferenza in cui versano vasti strati della popolazione, nessuno ci aggiorna sui tanti che travolti dal disastro decidono, cercando di salvare almeno la dignità, di porre fine al dolore di propria mano. Di suicidio è di questo che stiamo parlando, meglio ancora stiamo parlando di suicidi di stato, di istigazione al suicidio. Padri di famiglia che perdono il lavoro, pensionati che non riescono neanche più a mangiare o a curarsi, imprenditori costretti a chiudere le proprie aziende ed a licenziare i dipendenti perdendo tutto ciò per cui hanno lavorato una vita intera ed a volte per intere generazioni, milioni di persone ( tra gli otto e i dodici milioni) precipitate al di sotto della soglia di povertà, sono loro gli aspirati suicidi. A chi già si trova sulla soglia dell’abisso basta una spintarella di Equitalia e … giù nello sprofondo. Intanto continuano a propinarci cazzate sull’eroismo dei marinai italiani che salvano i migranti in difficoltà sui barconi. I marinai fanno il loro lavoro, il loro dovere. I veri eroi sono i milioni di uomini e donne senza nome che ogni giorno devono lottare contro le difficoltà, contro la fame, contro l’arroganza del potere, contro la voracità delle banche. Noi cosa facciamo per difenderci dagli assalti dei nostri peggiori nemici … NIENTE. Sopportiamo tutto con colpevole ignavia, abbassiamo la testa e incassiamo i colpi senza mai reagire. Che gran popolo gli italiani capaci di sopportare l’insopportabile, di essere sempre arrendevoli e proni al potere, lamentandosi ma solo sottovoce per non disturbare chi si gonfia il ventre mentre noi soffriamo la fame. I nostri nemici siedono indisturbati nei palazzi del potere, senza neanche l’attenuante di essere stati eletti dalla volontà popolare, intrusi feudatari senza scrupoli che ci vorrebbero asserviti, e forse lo siamo, come lo erano i servi della gleba. La verità è che ogni parlamento è un congresso di puttane pronte a vendersi al primo offerente, un postribolo di bassa lega che non esita ad allearsi con la feccia mafiosa, anzi spesso facendone parte, pur di garantirsi il mantenimento dei benefici derivanti dalla gestione del potere. . Il potere corrompe, molto potere corrompe molto. La classe dirigente italiana ha fatto indigestione di potere, se ne è abbuffata, è dotata d’ingordigia senza fine, no è mai sazia. Cosa fare? Riprenderci le nostre vite, la nostra libertà. Oggi, subito. Un grande pensatore ebbe a dire: << L’albero della libertà, perché cresca sano e forte, va periodicamente innaffiato col sangue di eroi e tiranni>>. Noi il sangue l’abbiamo già versato e continuiamo a versarlo giorno dopo giorno in un interminabile stillicidio. Ora è il turno dei tiranni. Non guardate lontano per trovarli sono intorno a noi, sono gli avvoltoi che spolpano ciò che resta della nostra carne. Se è vero, come è vero, che la verità rende liberi io vi dico che il sangue si lava con il sangue, la sofferenza si paga con la sofferenza. (N.d.R). mi appello alla ragionevolezza dei lettori per evitare che ciò accada, anche se storicamente questa possibilità non è anacronistica "historia docet").. Ribellarsi è un dovere, ribellarsi significa riappropriarsi della perduta dignità, ribellarsi fa di uno schiavo un uomo libero.




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