mercoledì 19 luglio 2017

IL FRUTTO AVVELENATO DELL’ALBERO DEL MALE

PENSIAMOCI SU: Una rubrica di Luigi Orsino
Quando sento un “servitore dello Stato” dirmi : <<Ciò che lei chiede è una concessione non un diritto, io posso negarglielo a mio piacimento, anche solo perché mi è antipatico>> considero queste parole come uno schiaffo alla libertà, uno sputo alla dignità umana.

Quelle parole hanno un sapore antico, sanno di feudatario che “concedeva” al servo della gleba di vivere per sua gentile concessione. Cosa è cambiato in oltre mille anni di storia umana? Niente! Per veder riconosciuti i propri diritti bisogna inchinarsi alla benevolenza del tiranno di turno. Che sieda su una poltrona posta in alto nella piramide di comando o che sia un impiegato di Equitalia, scusate volevo dire Agenzia delle Entrate Riscossione, poco importa. Chiunque possiede un minimo di potere lo esercita con protervia su chi ritiene essere un suo inferiore. Forse non sanno costoro che l’esercizio del potere è un mestiere pericoloso, molto pericoloso per il semplice fatto che i “servi” presto o tardi si stufano di essere tiranneggiati e allora sono c… amari. 

Generazioni di piccoli e stupidi tiranni hanno inquinato il nostro paese e rovinato le nostre vite. Laddove dovrebbe essere sovrano il concetto di innocenza fino a prova contraria regna l’esatto contrario: Tutti sono colpevoli salvo che non riescano a dimostrare la loro innocenza.  In base a questo concetto distorto, ad uso e consumo degli oligarchi che ci governano, tutti siamo evasori fiscali, l’onere di dimostrare l’innocenza è a nostro carico. Tutti coloro che ricevono una cartella esattoriale sono automaticamente considerati evasori fiscali. Consideriamo le così dette “cartelle pazze”, che poi tanto pazze non sono considerato che molti presi dal panico o per ignoranza o per l’impossibilità di opporsi le pagano comunque, ho il dubbio che siano emesse a bella posta per fare cassa truffando la povera gente. Vogliamo parlare della nuova normativa che permette al creditore, lo Stato, di farsi giustizia da se senza dover chiedere il parere di un giudice? Ebbene è proprio così l’ente inquisitore mette direttamente le mani sui risparmi dei presunti debitori, idem per il suo stipendio. Ammesso che abbia l’uno e l’altro o entrambi. Neanche viene presa in considerazione la possibilità che chi non paga una cartella esattoriale è solo perché non è in condizioni di farlo? Non si pensa che quei risparmi in banca potrebbero essere stati messi da parte per curarsi, considerato che lo Stato è latitante in materia? Non si considera che sequestrare una parte di stipendio ad una famiglia monoreddito significa farla scivolare oltre la soglia di povertà assoluta? Nulla di ciò interessa a chi fa valere le proprie ragioni usando metodi da mafiosi. I crediti vantati dallo Stato sono divenuti prioritari. Anche gli imprenditori ora sono costretti a pagare prima la tangente allo stato e solo dopo pensare alle retribuzioni dei dipendenti ed a saldare i fornitori, se non riesce a fare le ultime due cose fallisce, i dipendenti perdono il lavoro ed i fornitori saranno a rischio di fare la stessa fine.  Ma in compenso lo Stato avrà incassato il pizzo. Ci sembra il miglior sistema per far sprofondare l’economia di questo paese ancora di più. Altro che ripresa sbandierata ai quattro venti.

Noi gente comune in che modo possiamo difenderci da chi ci ha scaraventato nella povertà assoluta, da chi si approfitta di noi senza ritegno? Nulla! Finché continueremo a parlare sottovoce, a lamentarci badando bene che porte e finestre siano chiuse, a soffrire in silenzio niente potrà mai cambiare. Dovremo continuare a sfamarci con i frutti avvelenati dell’albero del male. Se poi decideremo che è arrivato il momento di cacciare in gola, con la forza, quei frutti ai nostri persecutori…  allora è tutta un’altra storia.
Luigi Orsino