mercoledì 3 dicembre 2014

IL BUSINESS DEI CENTRI ACCOGLIENZA PER IMMIGRATI

Dopo due giorni di distanza dagli arresti e dalle denunce di personalità  di spicco del panorama politico e criminale Capitolino, nuovi particolari emergono anche sul lucroso Business dei Centri di accoglienza per extracomunitari che stanno apprendo in decine di città in tutt'Italia.
Una di questa città, capoluogo di Provincia è Verbania. Si, proprio il mio capoluogo di Provincia e quindi mi sembra doveroso, come cittadino, dire la mia anche su questo tema, sicuro di tirarmi addosso critiche e epiteti come razzista, fascista ed altre ingiurie proprie di chi vuole criminalizzare il pensiro dei non  "politicamente corretti".
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Il nuovo Centro di accoglienza aprirà presumibilmente nel febbraio 2015 presso l'ex Caserma della Polizia Stradale di Verbania in località Sant' Anna. La Cooperativa che gestirà il centro è di Roma e da rumors si dice che dovrebbe accogliere fino a 70 immigrati provvenienti principalmente dai centri di accoglienza romani già stracolmi. 
I lavori sono iniziati nella primavera scorsa e attualmente affidati ad un cittadino tunisino che li stà ultimando con l'adeguamento alle normative vigenti.
Di questa Cooperativa, come delle altre ben poco si sa, certo è che quelo dell'accoglienza dei profughi sta diventando uno dei Business più lucrosi degli ultimi anni e stranamente a capo di queste Cooperative ci sono quasi sempre ex dipemdenti pubblici o appartenenti a partiti politici di avrie matrici che all'improvviso diventano, diciamo imprenditori sociali, ma con la differenza che le Cooperative hanno regimi fiscali e accesso ai fondi Europei, che le normali aziende non hanno.
Sempre da voci non confermate sembra che le Cooperative che gestiscono questi Centri di accoglienza percepiscano fondi Europei o Statali pari a 57,00 € giornalieri per ogni immigrato ospitato. Non vuol dire che l'immigrato percepisca 57 € al giorno, questi soldi servono per la gestione della struttura, pagamento degli stipendi del personale della Cooperativa, di traduttori, psicologi, impresa di pulizie e servizio catering. 
Ecco i conti della serva della nuova struttura di accoglienza di Verbania:
70 profughi per 57,00€  fanno un totale di 3.990 € al giorno, 119,700€ al mese, 1.436,400 € annui per la Cooperativa che gestisce il centro di accoglienza di  Verbania.
Un particolare degno di nota su cui vorrei porre l'attenzione è sul numero di immigrati che spettano ad ogni Comune, secondo le tabelle Sprar  (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) nella cittè di Roma erano previsti 250 posti, na poi portati a 2.500 grazie all'intervento di Luca Odevaine, una carriera da "risolutore di problemi" in Campidoglio, vice capo di Gabinetto della giunta Veltroni, poi del commissario Morcone, e all'alba della giunta Alemanno, quindi a capo della Polizia provinciale e infine il salto al tavolo di Coordinamento nazionale sull'accoglienza per i richiedenti asilo.
Ma se in queste tabelle sono previsti 250 posti per Roma che ha quasi 3/milioni di abitanti, come è possibile che a Verbania, che fa 30/mila abitanti siano previsti  70 posti?
Il mio atto d'accusa non è contro queste povere anime che affrontano un viaggio pericoloso, che molte volte finisce tragicamente nelle acque del Mediterraneo, sono solo delle vittime sacrificate sull'altare dei profitti di associazioni criminali e non solo straniere.
Il Business del nuovo millennio è tanto odioso quanto la schiavitù nelle colonie europee dei secoli scorsi; ma aggravato dall'aurea di perbenismo che alcuni partiti politici hanno voluto dare all'accoglienza senza dignità.
La mercificazione dell'essere umano in difficoltà deve essere punita come un crimine contro l'umanità, come il crimine perpetrato continuamente verso i cittadini italiani che vedono chiuse tutte le porte delle Istituzioni se in difficoltà economica.
Attenzione però a non fare di tutta l'erba un fascio, le strutture sociali territoriali non hanno responsabilità sulla pochezza di aiuti che erogano alla famiglie, come del resto gli stessi Comuni che grazie al famigerato "patto di stabilità" non possono investire nelle risorse sociali o nella creazione di "progetti lavoro" per i disoccupati.
Vorrei chiudere con questa citazione di John Donne:
"Nessun uomo è un’isola, compiuta in se stessa;
ogni uomo è un frammento del continente, una parte del tutto.
Se una zolla di terra è portata via dal mare, l’Europa diviene piccola,
così come se fosse portato via un promontorio,
o un castello di proprietà dei tuoi amici, o tuo proprio;
allo stesso modo la morte di qualsiasi uomo mi diminuisce,
perché io sono coinvolto nell’umanità.
Perciò non chiederti  per chi suona la campana,
suona per te".

Articolo di Stefano Becciolini ©  del 03 Dicembre 2014



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