sabato 3 gennaio 2015

LA MASSONERIA VISTA DA UN MASSONE

(N.d.R)Come incipit doveroso di questo articolo che in esclusiva il Blog ospita, voglio porre all'attenzione dei lettori sulla naturalezza e semplicità con cui lo stesso è redatto, senza false retoriche, ma anche con qualche notizia in esclusiva che, ai più, non è mai stata divulgata da alcuno. Mi riferisco alla comunicazione che le Logge trasmettono via cartaceo al Ministero degli Interni con l'elenco degli appartenenti.
Qui sorge un dubbio sulla correttezza e affidabilità Istituzionale dell' ex Presidented el Consiglio Mario Monti, per le affermazioni fatte  in una famosa intervista della giornalista Lilli Gruber, nel quale affermava che non conosceva il fenomeno della Massoneria e ne sapeva della sua esistenza. 

MASSONERIA E LUOGHI COMUNI

Forse che le urla di un pescivendolo di un mercato rionale non hanno la stessa potenza di fascinazione che per lo più e tendenziosamente, è evocata dalle voci sulla Massoneria? I pescivendoli costretti a svegliarsi nel cuore della notte per recarsi al porto o al mercato ittico ad acquistare la propria mercanzia, certi di dovere trascorrere tutto il giorno al sole, pioggia, vento, continuamente perseguitati dall’ansia di dover “far cassa”, sono meno interessanti dei massoni? Io sono stato un Massone atipico, anomalo, forse anche impertinente. Sono stato anche pescatore e pescivendolo…per due anni. Di notte, andavo per mare con una barchetta lungo la costa che si estende da Selinunte a Mazara del Vallo, di mattina tentavo di vendere il pescato. Ai lettori chiedo unicamente un giudizio di obiettività ed analisi critica, null’altro. Mi dolgo, infatti, di aver letto tra i commenti alla presentazione di Stefano Becciolini, mentre preparavo questo testo, delle premature condanne e, addirittura, delle denunce fantasmagoriche. Qualcuno ha anche scritto che il presunto e famigerato massone potrebbe essere in cerca di notorietà. Vorrei ricordare che solo nei regimi dittatoriali si ricorre ad un giudizio a priori che esclude il dialogo e censura la diversità.  Ho fatto un lungo cammino all’interno della Massoneria. Vi esorto a leggere fino in fondo, prima di emettere una sentenza sui miei propositi! A Stefano Becciolini giunga tutta la mia gratitudine per la sua preziosa disponibilità umana ed intellettuale e per il dono intelligenza che m’ha fatto fin dalla nostra prima chiacchierata.
Marzo 2005, Palermo, ore 18:00. Da circa un’ora passeggio nei pressi di piazza Bologni. La temperatura è mite e complice dell’attesa. So di dovere attendere, infatti, che qualcuno venga a prendermi: questo mi è stato detto qualche giorno prima per telefono da una voce estranea ed io, rapito da suggestioni d’ogni genere e specie, mi attengo con scrupolo alla prescrizione. Sto per mettere piede in un tempio massonico per la prima volta nella mia vita. Fino ad ora, a tal proposito, ho acquisito nozioni letterarie, spunti giornalistici, ho sentito dire di tutto e di più. La Massoneria è una setta, è pericolosa, annovera tra i propri ranghi personaggi potenti ed in grado di influenzare i processi sociali. Io ne conosco già parecchi e non mi sono parsi così inquietanti. Anzi, a dire il vero, alcuni li ho trovati ridicoli e fumettistici; il che non mi ha mai privato di curiosità umana ed intellettuale, non mi ha mai demotivato. Fra poco, sarò iniziato, diventerò massone e ribadisco a me stesso d’esserne felice, orgoglioso, affascinato; entrerò a far parte d’un’Istituzione plurisecolare fondata sulla storia sacra e sulla simbologia delle scienze occulte. Chissà cosa mi aspetta. Il tempo passa, sono qui da due ore; di tanto in tanto, vedo passare uomini in abito nero, camicia bianca e cravatta nera. Sono indubbiamente i massoni. Anch’io sono vestito come loro perché mi è stato imposto da chi mi ha telefonato: aveva una voce ferma e stentorea. Non la dimenticherò mai più, ne sono certo. Ecco, tra giochi di fantasia e sbuffi d’impazienza, vedo avvicinarsi un uomo, punta a me con passo deciso. Mi affretto a conferirmi un’aria da intellettuale navigato. D’altronde, sono un docente universitario, dovrebbe essere pertinente. Giunto a pochi passi da me, mi chiede di seguirlo, ma, nello stesso tempo, di mantenere una certa distanza. Obbedisco. Vengo condotto all’interno di un antico palazzo, nel cui atrio altri due massoni mi accolgono e mi bendano. Adesso, sento parecchie voci, una musica orchestrale che mi sembra di conoscere; qualcuno mi sussurra frasi bibliche per poi commentarle. Il mio nome viene ripetuto più volte e da diverse persone; riesco a capire ben poco, comprendo che si tratta della cerimonia d’Iniziazione; sono stanco e confuso, in piedi ormai da quasi cinque ore. Avevo studiato l’importanza delle prove per un profano, ma la differenza tra le mie letture e la realtà è incolmabile, tanto che presto finisco con lo smettere di pensare e mi abbandono ai suoni naturali e corali del rituale.
Nove anni fa, quando fui stato iniziato, non sapevo ancora che quello sarebbe stato il mio primo atto di una lunga, intensa e ricca scena di partecipazione all’allegoria delle varie forme di aggregazione umana. Ne divenni protagonista a tal punto da occuparmi, negli anni, in qualità di Direttore delle Cerimonie, dei rituali di Iniziazione, Passaggio a Compagno di Mestiere ed Elevazione a Maestro di centinaia di Fratelli, prendendo parte, nel primo periodo, ai Lavori delle Logge della mia città, poi a quelli della mia regione ed a quelli nazionali e, da ultimo, anche a quelli delle Logge estere.
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Nell’accingermi a dare il mio contributo scritto in merito alla dubbia e, spesso, ambigua relazione tra la Massoneria  e la società, confidando di riuscire a far luce dove troppe ombre si addensano, ho il netto ed inalienabile dovere di precisare la mia posizione: 1) io non sono il portavoce di alcuna Obbedienza; 2) il mio pensiero è qui articolato in modo del tutto libero e svincolato da parametri, regole e condizionamenti; 3) io sono un ex massone, mi sono messo in sonno (N.d.R. Espressione adottata per indicare che un massone ha abbandonato l’Obbedienza) poco più di un anno fa; 4) di là dalle oggettive conoscenze che in questa sede posso riportare a beneficio dei lettori, il pensiero critico e le tesi che da esso deriveranno sono da attribuire unicamente a me.
L’italiano medio, il più delle volte, inganna sé stesso per compensazione, si tradisce per continuare a vivere di rimandi, rinuncia a riconoscere l’ovvietà e ad accontentarsi della realtà perché l’emozione della ricerca, l’eccitazione per qualcosa di nuovo o segreto e misterioso e l’esaltazione per la possibile ed indicibile scoperta lo riscatterebbero di colpo dall’inerzia.
Basterebbe semplicemente non farsi disinformare proprio allo scopo di trovare più emozionante, più eccitante e più esaltante di quanto immaginiamo quella stessa ingannevole realtà. E’ necessario sudare sui libri e scendere per le vie del mondo per informarsi e non farsi abbindolare da chi gioca col mistero. La tragicommedia italiana e, più in generale, della cultura globale sta per l’appunto in questo: i “disinformatori” occulti, quelli veri, i professionisti pagati per deviare la conoscenza, sono abili a sfruttare il bisogno di mistero. E’ così che, nella maggior parte dei casi, si urla contro un governo qualsiasi, senza conoscere a fondo il rapporto tra lo stesso governo e le banche (…s’è mai visto, per esempio, un sit-in di protesta davanti alle sedi delle banche? Molto di rado! Eppure, nasce tutto da lì!), si condannano Andreotti e Craxi come i mali della prima Repubblica, mitizzando ed idolatrando un Aldo Moro che, invece, in silenzio, negli anni cinquanta, percepiva dai Servizi Segreti un compenso mensile pari a quattro/cinquemila euro attuali per chissà quale strano motivo (Cfr. GIANNULI, A., 2009), si trasforma la Massoneria in una sentina d’orrori e chiunque sia scoperto massone dev’essere messo alla gogna. Come ho scritto altrove: (articolo del mio Blog), la colpa di questa associazione tra Massoneria e fraintendimento popolare è da attribuirsi anzitutto ai massoni: in primo luogo, perché molti di loro si atteggiano ad uomini criptici, sibillini e sfuggenti, come fossero depositari di verità arcane, laddove invece possono solo custodire il segreto del non avere segreti; in secondo luogo, perché, loro malgrado e nonostante il web 2.0, difettano terribilmente e grossolanamente in capacità di comunicazione. Vi assicuro che i Massoni colti e degni del proprio ruolo nella società, ancor prima che nella Massoneria, non hanno alcun bisogno di presentarsi come elusivi ed inesplicabili. Io sono stato membro della Gran Loggia Regolare d’Italia ed ho avuto l’onore di lavorare al fianco del Gran Maestro Fabio Venziil quale è del tutto estraneo a forme di autopropaganda cabalistica o a dichiarazioni da prestigiatore. Egli possiede il profilo dello studioso che, tra le altre cose, ha pubblicato parecchie monografie; della qual cosa si può avere prova tramite una semplice ricerca sul web o sul sito di pertinenza: non c’è alcunché di nascosto o occulto! Occorrerebbe leggere le Allocuzioni o i saggi di chi conosce bene l’argomento – pubblicati da editori normali – per potersi esprimere con obiettività, anziché girovagare tra le pagine web dei cercatori di notorietà.  A questo punto, è appena il caso di fare un passo indietro e rivolgere l’attenzione alla nascita del rapporto tra un cittadino italiano e la Massoneria perché, dappertutto, si sente dire che la Massoneria è una società segreta ed occulta. Si tratta di una delle tante bufale.Le liste degli iscritti alla Massoneria sono costantemente a disposizione del Ministero dell’Interno per Legge.  
C’è da aggiungere che, quando un profano fa richiesta di ingresso, è obbligato a presentare all’Obbedienza il certificato dei carichi penali pendenti e quello del casellario giudiziario, documenti, questi, che escludono la nascita di formazioni eversive o segrete. Il dossier riguardante ogni singolo massone viene costituito all’interno della Loggia presso la quale è stata fatta la richiesta per poi giungere alla sede romana della Gran Segreteria nazionale e quindi a disposizione delle istituzioni attraverso l’esame della Gran Segreteria Regionale: né più né meno di quanto accade all’interno di una normale associazione o di un sindacato. La Massoneria è stata, è vero, una società segreta, ma lo è stata perché il fascismo l’aveva messa al bando o perché, nel tempo, organizzazioni paramassoniche o filomassoniche si opponevano ai regimi monarchici antidemocratici.
Mi sembra che la segretezza dovuta alla messa al bando ad opera del fascismo sia cosa ben diversa dalla segretezza costruita dalla gente. Gli indirizzi delle principali case massoniche sono ormai a portata di clic. Io non voglio dare al lettore l’impressione d’essere fazioso o schierato in difesa d’un qualche partito: ne sono uscito contestando alcuni aspetti, quindi non posso di certo essere bollato come “partigiano”. Non nego infatti che le Obbedienze abbiano costruito e gestito delle forme di potere e che, in taluni casi, il potere sia stato utilizzato nello sviluppo del malaffare, ma ciò è accaduto ed accade in qualsiasi forma di aggregazione umana.La Chiesa dello IOR o dell’Opus Dei  è forse stata esente da malversazione o corruzione o esportazione di capitali? No, eppure non possiamo per questo condannare tutta la Chiesa, compresa quella fatta di uomini di Fede e sincera devozione, cioè quell’istituzione che ha anche dato un sano e forte contributo alla civilizzazione delle masse dal medioevo in poi. Di cosa ci si scandalizza? Che un Monti o un Letta o un Berlusconi possano essere o essere stati degli affiliati alla Massoneria? 
Cosa significa la loro affiliazione? Che Massoneria equivale a potere occulto o a corruzione? Nient’affatto! Un uomo di autentico potere e che ha segreti significativi, credetemi, non li espone ad una Loggia, li divide solamente con pochi. Si pensa per caso che la gestione dei ruoli di docenza delle università sia meno occulta o sospetta? No lo è e ve lo dico da ex docente universitario, conservando ancora gelosamente un’e-mail del mio ex preside che, in occasione dell’apertura di un bando, mi scrisse: <<Caro Mercadante, i posti sono già ampiamente assegnati!>>. Io, all’epoca, ero massone. Il mio preside no. Ciò, tuttavia, non mi ha mai indotto a credere che l’università fosse tutta un disastro perché non è così: io non sono alla ricerca di scandali o di misteri; sono alla ricerca di un esame attento della realtà, che non è né bella né brutta, è quel che è. Si chiede forse l’esistenza di una società senza potere? E’ un’assurda sciocchezza: io non sono né ricco né potente, come non lo sono tutti i massoni, ma non posso lasciarmi sgomentare o scandalizzare dalla presenza dei ricchi e dei potenti. A dire il vero, io rimprovero al mio ex Gran Maestro ed alla sua Obbedienza il contrario di quanto erroneamente gli rimprovera la società, cioè l’eccessiva distanza dall’economia reale e dai processi, poiché qualsivoglia associazione di uomini, pur correndo il rischio di sbagliare e di corrompersi, ha il dovere di produrre benessere per coloro che ne fanno parte e, di conseguenza, per la comunità civile. Il ruolo della Massoneria nella nascita degli stati moderni è stato decisivo, ma anche questo passa sotto silenzio, sembra essere dimenticato. Quando gli uomini si riuniscono sotto un marchio, un vessillo, una tradizione, lo fanno per una inequivocabile esigenza antropologica: difendere sé stessi e la continuità della specie, quindi diventare più forti. Lo stesso dicasi per un sindacato, che dovrebbe tutelare i propri iscritti: in virtù dei numeri, esso conquista potere contrattuale. Uno dei compiti della Massoneria dovrebbe consistere nella mutua assistenza e nel tutelare anzitutto i propri adepti, ma vi assicuro che questo non accade molto di frequente, come invece si pensa. Io, per due anni, sono stato un dipendente della Gran Loggia Regolare d’Italia, ricevevo una regolarissima busta paga, con la scritta Gran Loggia Regolare d’Italia e relativo codice azienda sotto la voce Ragione Sociale, una chiara vidimazione INAIL e le famigerate ritenute IRPEF. Il netto corrispondeva a € 1.200,00. Altro che ricco e potente! Tra le altre cose, questo mio compito retribuito suscitò tale e tanta invidia attorno a me che il mio stipendio fu presto tagliato, come la stessa iniziativa editoriale. Mi sarebbe gradito capire, a questo punto, dove sono le occulte trame. Se le conoscete, ditemelo, perché io, in quasi dieci anni, non le ho trovate! Tra le altre cose, credo di avere meritato pienamente questo incarico, in base al quale curavo principalmente la realizzazione e la pubblicazione di due riviste periodiche interne (…anch’esse comunque accessibili tramite il sito). Se per segreto s’intende quello relativo alle parole di passo, ai segni ed ai toccamenti che i Fratelli usano sia nello svolgimento del rituale sia come forma di riconoscimento, allora non si è compresa la vera natura della Massoneria: essa è una società iniziatica che svolge i propri Lavori in nome della Tradizione spirituale del Volume della Legge Sacra (Antico Testamento), aperta a qualsiasi religione e fondata interamente su simboli ed allegorie. Come nelle antiche società iniziatiche - quella pitagorica è sicuramente una tra le più importanti e da cui la Massoneria trae ispirazione -, nel rispetto della Tradizione, il codice adottato implica la conoscenza graduale dei vari aspetti dell’Ordine. Così, il novizio, ovvero l’apprendista, può partecipare soltanto ai Lavori del primo grado, è obbligato a mantenere il silenzio e deve uscire dal Tempio, se il Maestro Venerabile apre la Loggia nel secondo grado, cui invece partecipano Compagni di Mestiere e Maestri Muratori. In terzo grado restano solamente i Maestri. Io ho raggiunto il grado di Maestro solo al mio quarto anno di appartenenza. Oggi, la divulgazione a mezzo web ha pure determinato la rivelazione di queste parole, dal primo all’ultimo grado. Io voglio restare fedele a ciò per cui ho garantito un alto e solenne impegno. Molti Fratelli - prego il lettore di prestarmi fede! - non sanno neppure di avere scelto un alto e solenne impegno perché non sanno che il Tempio dentro il quale mettono piede è quello che viene fatto risalire a Salomone e forse cercano solo una opportunità di ricreazione. Purtroppo, mentre la gente comune s’impegna a rintracciare la pericolosità dei massoni, la Massoneria ha smesso di essere selettiva ed ha cominciato ad ammettere soggetti che sembrano venire fuori dall’Opera da tre soldi di Bertolt Brecht. E’ evidente che tanto maggiore è il numero degli iscritti quanto maggiori sono le entrate: si chiama ragion di stato. Vi sembro presuntuoso? Può darsi che io lo sia, ma almeno posso dire ad alta voce di avere un curriculum di 15 pagine, avere pubblicato più di dieci libri, tra saggistica e narrativa, avere visitato, per lavoro, almeno un quarto di mondo e, ovviamente, nonostante tutto questo, oggi, dico anche di vivere uno sferzante disagio economico. Chissà, forse proprio perché sono stato un massone o non sono stato talmente bravo da farmi amare ed aiutare. La Massoneria è manchevole e dovrebbe rimediare immediatamente ai propri errori economico-sociali, ma dovrebbe far seguire una corretta comunicazione alla realizzazione di opere imprenditoriali, il che non dovrebbe tradursi necessariamente nel pettegolezzo dei nomi. Forse, sarebbe più divertente, se io mi mettessi a fare nomi ed a raccontare aneddoti, ma ciascuno di noi deve pur avere la libertà di decidere se riferire ad altri ciò che fa nella propria vita. La malattia che ci affligge oggi si origina nelle grandi banche, quelle provenienti dai Morgan, dai Rothschild, dai Rockefeller e da pochi altri e, che lo si accetti o meno, la Massoneria non ha niente a che vedere con costoro. I Morgan non sono Massoni, come non lo è il Presidente Napolitano, checché se ne dica! Qualche massone è banchiere? Sicuramente qualcuno lo è, ma, per sillogismo, il fatto che qualche massone è banchiere non implica che tutti lo siano, anche ammettendo che dire banchiere equivalga a dire male. Ci si provi a studiare con attenzione il fenomeno della riserva frazionaria delle banche (Articolo del Blog) e, solo dopo, si riproponga la discussione sulla Massoneria! A tutti noi, grosso modo, sarà capitato di versare cento euro o all’Unicredit o all’Intesa o al Credem o presso un Banco Popolare. Bastano appena cento euro, infatti, per avviare il circuito infernale della riserva frazionaria…che, paradossalmente, determina le sorti del mondo.


Articolo del Blog FAHRENHEIT 912 © del 3 Gennaio 2015 - Stefano Becciolini

Documentazione a corredo inviata dal Francesco Mercadante:
Busta paga appartenenza alla Loggia GLRI scarica formato PDF
Curriculum Vitae scarica formato PDF 

IMPORTANTE: 
L'autorizzazione alla pubblicazione dei file ed i file stessi è stata data dal Dott. Francesco Mercadante.




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