sabato 7 marzo 2015

IL MOVIMENTO 5 STELLE PORTA IN PARLAMENTO IL CASO DI MAURIZIO MARTIGLI

(N.d.R.) A distanza di due mesi esatti dalla prima denuncia sporta  dal Sig Martigli Maurizio alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze, ci interessiamo ancora del caso in quanto a detta del Sig Martigli non sembra che la Procura di Firenze abbia ancora aperto nessun fascicolo di indagine.
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Per identificare gli interlocutori useremo "R" per redattore e "MM" per Maurizio Martigli
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R: Sono passati due mesi dalle denunce che lei ha depositato alla Procura della Repubblica di Firenze, a che punto sono le indagini?
MM: Mi sono informato presentando una richiesta formale per essere messo a conoscenza del tipo di fascicolo che potrebbe essere stato aperto, ma sembrerebbe che fino adesso non sia stato aperto nessun fascicolo. 
R: riassumerebbe  brevemente per chi non ne è ancora a conoscenza dei fatti relativi alla denuncia?
MM: la prima denuncia è stata da me sporta il 5 gennaio 2014 per compravendita di voti alle Primarie del PD del 2013, tra Matteo Renzi, Gianni Cuperlo e Giuseppe Civati. 

In quel tempo venni contattato da un intermediario che lavorava per un noto Commercialista Fiorentino di nome Fabio Giorgetti che successivamente divenne Consigliere Comunale nella lista Nardella del PD e dove mi veniva proposto di votare Matteo Renzi in cambio di 50.00 € e altre 15.00 che sarebbero servite per l'iscrizione al PD.
R: e la seconda denuncia quando fu presentata e per quale motivo?
MM: la seconda denuncia fu un'integrazione alla prima, quando venni a conoscenza da indagini personali del nome del Commercialista Fabio Giorgetti il mandante della compra vendita di voti alle Primaeri. Non ricordandomi nella prima denuncia del nome, ho utilizzato Facebook per incrociare date e persone per risalire al nome di Fabio Giorgetti. Successivamente integrai ancora la denuncia con il nome di Tommaso Romanelli che era l'intermediario, nonchè tirocinante del Commercialista Fabio Giorgetti.
R: aveva testimoni che potessero avvalorare queste sue denunce?
MM: nella denuncia del 5 gennaio, l'avevo corredata con il nome di due testimoni,

Alioscia Pratesi e Stefano Davitti, un mio amico di vecchia data. Anche loro parteciparono insieme a me alle votazioni delle Primarie e presero anche loro i 50.00 € per votare Matteo Renzi.
R: dopo questo riepilogo temporale, vorrei chiederle il nome dell'Avvocato che la seguirà in questa delicata vicenda legale.
MM: il mio avvocato è il Prof. Avv. Carlo Taormina che molto gentilmente ha offerto la sua disponibilità ad assistermi, in quanto stanco della situazione italiana e dopo un colloquio molto approfondito abbiamo stabilito che era il caso di unirsi e combattere il marcio in cui siamo immersi in Italia.
R: a seguito delle denuncia che ha presentato, le risulta di essere stato a sua volta querelato per diffamazione da Fabio Giorgetti?
 Donazioni
MM: per ora non mi è arrivata nessuna notifica, ma sò da persone vicine al Comune di Firenze che sono stato querelato per diffamazione dal Consigliere Comunale Fbio Giorgetti ed in base anche alla denuncia presentata il 29 gennaio 2014, anche dal Sindaco di Firenze Dario Nardella.
R: quale è il motivo della sua ostinazione a portare avanti questa battaglia, che per molti è già persa in partenza?
MM: è inutile il silenzio, in quanto contribuisce ad alimentare il marcio. Mentre parlando, divulgando, informando si può riuscire a combattere un sistema malato. Bisogna far capire alle persone quale sia la vera strategia dei politici e dei potenti alle persone. La vera Rivoluzione non si fa con le armi e le manifestazioni, ma risvegliando le coscienze di ogni cittadino.
R: ha cercato appoggi politici per portare avanti questa sua lotta?
MM: ho avuto un grandissimo appoggio dal Movimento 5 Stelle. Tramite Angelo Tofaro, deputato del Movimento 5 Stelle ed  è stata presentata un'interrogazione parlamentare in merito alla mia vicenda. Non so attualmente gli sviluppi, ma so che è stata presentata.

Oltre che apprezzarli per l'aiuto che mi hanno dato nel mettere in luce a livello Parlamentare la mia vicenda, li apprezzo per il loro operato in generale.
R: nessun altra corrente partitica ha voluto prendersi in carico questa vicenda?
MM: no assolutamente nessuna.
R: Risulata che a Firenze, lei ed il Sig Alessandro Maiorano state portando avanti questo lotta contro Matteo Renzi, anche se le vicende denunciate da  Alessandro Maiorano  si riferiscono a quando Matteo Renzi era Sindaco di Firenze, mentre la sua vicenda diciamo è un pò più sostanziosa in quanto Renzi è Presidente del Consiglio.
MM: Alessandro Maiorano ha intrapreso una valida battaglia personale culminata in alcune denunce in procura e nella presentazione di 11 kg di fatture. Tutto questo prova che Matteo Renzi non è un politico, ma un venduto. La mia non è una lotta contro Matteo Renzi o contro il PD ma, contro il sistema che può essere la figura di Matteo Renzi, Silvio Berlusconi, Matteo Salvini o contro chiunque faccia azioni contro la dignità del popolo. In questo caso, Matteo Renzi, Presidente del Consiglio, guarda caso, è quello colpito da me perché ha commesso queste azioni. Ho voluto specificare già nei primi colloqui con l’avvocato Carlo Taormina che non voglio strumentalizzazioni per questo motivo: non voglio togliere il marcio per mettere la  schifezza, voglio semplicemente l’onestà.
R: Per quanto lei ne possa sapere, a che punto sono le indagini?
MM: Il 4 di febbraio sono stato convocato dal Commisario Gueli negli uffici della DIGOS per testimoniare, appunto, su quanto avevo denunciato. Siamo stati convocati io e i testimoni che avevo citato nella denuncia. Io ho avuto un lungo colloquio di circa 2 ore con il commissario, durante il quale ho elencato tutto ciò che c’era da elencare. Mi è stato chiesto un riconoscimento fotografico di sette fotografie, ma non ho riconosciuto nessuno. Quando mi hanno chiesto se io avessi riconosciuto Giorgetto o Romanelli nelle foto, io dissi di no e feci vedere su facebook quali erano i personaggi. I testimoni, a quanto ne so, hanno confermato di aver preso i 50,00 euro, quindi non sono più da solo ma adesso siamo in tre a denunciare.
R: Le risulta che la Procura ha aperto qualche fascicolo?
MM: Mi risulta come non mi risulta, vale a dire che ho richiesto informazioni tramite fax, allegando denuncia e documento, nel momento in cui sono andato a ritirare la risposta, mi è stato detto che non c’era alcun fascicolo; siccome al commissario Gueli, al momento dell’interrogatorio, io chiesi se fosse stato aperto un fascicolo modello 45 o 21, il commissario Gueli mi rispose dicendomi  che io ero molto informato su tale cosa, comunque è stato aperto un fascicolo modello 45. La Procura mi dice che non è stato aperto niente. Stamattina, per contro prova, ho chiamato il Commissario Gueli facendogli presente questa cosa qui, ovvero gli ho detto se ricordava quando gli chiesi che tipo di fascicolo avesse aperto. Il commissario mi ha risposto  dicendomi che ricordava e mi confermava che il fascicolo era stato aperto, altrimenti non avrebbe potuto convocarmi . Allora io gli ho chiesto come mai in Procura mi dicono che non è stato aperto alcun fascicolo, c’è qualcosa che non torna. Il commissario mi risponde, come da video che ho pubblicato, che molto probabilmente si sono sbagliati in Procura. Ora lascio ai lettori e agli ascoltatori l’interpretazione di tale frase: o si sbagliano in Procura o si sbaglia il Commissario.
R: Facendo una richiesta formale e ufficiale alla Procura sullo stato delle cose,  la Procura quanto tempo ha a disposizione per rispondere e se risponde?
MM: Dicono che dal momento dell’arrivo del fax, hanno 4 giorni lavorativi per avere una risposta.
R: Quindi, lei il fax lo ha inviato?
MM: Il fax lo inviai intorno al 5 /6 di  febbraio, dopo l’interrogatorio della Digos. Il 19 febbraio mi presentai in Procura e non c’era niente, non era stato aperto nessun fascicolo.
R: Sono passati 30 giorni, perciò la domanda ovvia adesso è quali saranno  le sue prossime mosse, anche visto il video che lei ha postato qualche giorno fa in cui dice di aver ordinato presso un noto magazine di acquisti un paio di manette.
MM: Le mie prossime mosse sono…nei prossimi giorni invierò un’altra richiesta d’informazioni alla Procura, visto anche il colloquio telefonico che ho avuto oggi con il commissario Gueli, andrò a ritirare, dopo una settimana per dagli tempo, la risposta, dal momento che non sarà stato aperto ancora alcun fascicolo, avrò due opzioni, due opportunità: mostrerò il video ai signori della Procura, dove il commissario Gueli dichiara che è stato aperto un fascicolo 45 e loro dicono che non è stato aperto niente. All’uscita con le manette che ho acquistato, mi ammanetterò  al cancello della Procura, non all’interno, questo perché…perché dentro con le manette non posso entrare perché c’è il metal detector che rivelerebbe la presenza di tale oggetto; all’ingresso della Procura c’è il cancello, mi ammanetterò e a quel punto vorrò parlare con un magistrato che spieghi alla stampa, ad ANSA, ai giornali, alle televisioni che io chiamerò per spiegare come mai tale atteggiamento, come mai quando si parla di Matteo Renzi, di PD, di marcio, dei sistemi sporchi usati per arrivare al potere, c’è questo silenzio, questa collusione da parte dei magistrati, da parte della Procura, da parte degli inquirenti, come mai si vuole coprire un sistema che non si sa a chi possa fare bene, forse a loro e basta.
R: Quindi il suo gesto sarà proprio quello, se non ottiene delle risposte il giorno in cui si recherà in Procura, di fare un gesto eclatante e, comunque, lei sa che si prenderà una denuncia per procurato allarme?
MM: Ci sta! Io prenderò una denuncia per procurato allarme, ma loro dovranno spiegare a che cosa è dovuto il procurato allarme, perché dovranno spiegarlo ai media, lo dovranno spiegare ai cittadini, lo dovranno spiegare ai giornali; questo procurato allarme non è un procurato allarme da un mitomane o da un folle, ma da un cittadino che chiede spiegazioni al sistema. Io procurerò allarme, ma loro dovranno procurare molte spiegazioni.
R: La conclusione di questa breve intervista, ma molto significativa, perché siamo riusciti a riassumere due mesi di vicende che toccano una persona, un normale cittadino, che due anni fa, quasi tre, ha sbagliato perché ha accettato 50,00 €  per votare, anche se solo alle primarie, un candidato, però, a distanza di tempo, ha deciso di non ripulirsi la coscienza, ma di fare questo coraggioso, che talaltro, in una città come Firenze o qualsiasi altra città, diciamo legata storicamente anche a famiglie, è qualcosa di pericoloso, pericoloso proprio quanto può riguardare il lavoro, anche le amicizie. Quindi lei si sentirebbe, per concludere questa intervista, di fare, non dico un appello, ma di dire per quale motivo ha deciso di fare questo gesto che per molti è un gesto eroico e coraggioso?

MM: Allora, i motivi sono molto semplici: io ho perso indubbiamente amicizie, mi sarò bruciato il terreno per il lavoro…beh ne ho preso atto nel momento in cui l’ho fatto e ne accetto molto volentieri le conseguenze. Questo perché? Allora i miei video hanno avuto 700 mila visualizzazioni a livello nazionale; all’interno di questi video, in cui esponevo i miei contatti telefonici, il mio contatto mail, per essere contattato e mettere la faccia per le persone che non avessero avuto il coraggio per fare ciò…diciamo che di queste 700 mila visualizzazioni, nessuno s’è fatto vivo… allora i casi sono due: o fa comodo al sistema o c’è un popolo di 700 mila onesti o c’è qualcosa che non quadra. Io ci sto a perdere le amicizie, a non avere il lavoro, ma se tutti iniziamo a comportarci in maniera onesta, forse il paese riparte, altrimenti è inutile lamentarsi dietro una tastiera, possiamo guardare un film perché forse rende di più.
R: Purtroppo, anche per esperienze personali esistono tantissimi rivoluzionari da tastiera, quindi anche in 700 mila visualizzazioni qualcuno dirà “bravo” “è un eroe”, però quando si tratta poi di fare qualcosa, ma anche solo informare le altre persone o anche solo discutere di questo caso, la gente se ne guarda bene, probabilmente anche per paura, probabilmente siamo diventati un popolo molto pauroso, molto frenato nei nostri impulsi violenti.
MM: Ma il discorso è un altro… il giochino del sistema viaggia proprio su questa cosa qui: viaggia sulla paura, sull’incutere paura al cittadino; viaggia sulla paura di far credere che l’immigrato sia il vero problema del paese, viaggia sulla libertà d’espressione  del web dove tutti possiamo attaccare e sfogarsi per dire quello che ci pare. Viaggia sulla paura di non poter denunciare perché altrimenti chissà cosa ci succede… e questo è il giochino marcio, dei burattinai a cui il sistema si sta appellando. Ma se la gente aprisse gli occhi e capisse il matrix in cui ci stanno facendo vivere…molti problemi sarebbero risolti.
R: Quindi, secondo lei, nell’attuale panorama politico italiano, quale sarebbe questa percentuale degna di restare a rappresentarci in parlamento?
MM: Io, come ho detto, ho avuto un grande appoggio dal M5S, ho notato che per la notte dell’onestà a cui ho partecipato il 24 gennaio a Roma, a Piazza del Popolo, Alessandro Di Battista è arrivato in scooter e in mezzo alla gente stringeva la mano, ho consegnato a lui le denunce che ho presentato in Procura, senza guardia del corpo, senza personaggi attorno che lo proteggessero da chissà quali problemi; il vicepresidente della Camera, e ribadisco il vicepresidente della Camera, non un uomo qualunque, Luigi Di Maio, è passato in mezzo a circa 50 mila di persone, stringendo la mano alla gente, solo con due persone allato per fargli spazio e non per proteggerlo. Se uno agisce correttamente ed onestamente, non ha paura del popolo, anzi…come il buon vecchio e purtroppo deceduto Sandro Pertini, che girava in mezzo alla gente, senza problemi, perché era una persona corretta…se uno agisce correttamente non ha paura delle persone, anzi…sbagliare si può sbagliare, ci mancherebbe, non è che rappresentare il governo vuol dire essere santi, assolutamente, ma onesti sì! Il M5S sta facendo grandissime proposte che potrebbero, non dico risolvere i problemi, ma comunque, migliorare il paese e sistematicamente vengono bocciate perché vanno contro un sistema
R: Quindi lei ha avuto questo appoggio dal M5S e ha questo senso di gratitudine verso l’unica forza politica che si è occupata del suo caso perché lo reputa un caso emblematico. Tra l’altro non dimentichiamoci di quello che è successo il 9 e il 10 gennaio con le Primarie in Liguria.
MM: Assolutamente! Forse ho scoperchiato un calderone, perché, guarda caso, dopo che ho fatto questa denuncia, è uscito fuori Cofferati dicendo che, secondo lui, le primarie erano state irregolari per diversi motivi: file di stranieri a votare, probabili brogli; poi esce fuori il caso della Campania, dove c’è un De Luca che vince le primarie ed è plurindagato, ci sono persone che vanno a votare alla primarie senza sapere cosa sono le primarie o non sanno neanche che stanno andando a votare. Per cui mi sembra di aver scoperchiato una pentola a pressione che Martigli Maurizio ha avuto il coraggio di dire, da semplice cittadino, e poi saltano fuori tanti bei giochetti che, addirittura, Roberto Saviano si raccomandava di non andare a votare alle primarie PD della Campania perché era una cosa scandalosa, ma quando l’ha detto Martigli Maurizio è stato preso per pazzo mitomane.
R: Un’ultima domanda. Per quanto riguarda gli organi di stampa, lei ha avuto riscontro oppure è stato ignorato?
MM: All’inizio, quando ho fatto le denunce sono stato contattato da tantissime testate giornalistiche, tra cui voglio sottolineare le scorrettezze del giornale Libero, che, prelevando una foto fatta per divertimento con i miei amici dal mio profilo facebook in cui indossavo Kefiah e bandana, si è permesso di pubblicare tale foto sull’articolo che avevano scritto...rendendo l’immagine del signor Martigli Maurizio alquanto distante da come sono. Questa è stata una mossa molto scorretta. All’inizio sono stato contattato da molte testate giornalistiche, perché la notizia aveva fatto scoop, poi quando hanno visto che la cosa sta andando avanti e si stavs facendo seria e non era l’azione di un mitomane, ma di una persona che vuole vederci chiaro, tutti si sono tirati indietro, son dovuto diventare io insieme ad altri blogger che diffondono la notizia come lei, appunto, sig. Stefano Becciolini, portavoce di un popolo o giornalisti del web che stanno cercando di diffondere la notizia per mettere al corrente la popolazione di cose che la stampa ignora…ha paura…anzi, da qualche giornalista mi è stato detto “mi dispiace, ma il direttore non vuole pubblicare”. Cosa abbastanza grave, mi sembra! Ha ragione Beppe Grillo quando dice che siamo al 60° - 70° posto in fatto di libertà di stampa al pari di Namibia, Ghana o vari paesi africani.
R: effettivamente la linea editoriale del giornale la fa il direttore, quindi può decidere se pubblicare la notizia se la ritiene interessante oppure no, però visto il tenore di notizie che pubblicano i giornali attualmente, forse questa meritava un po’ più di visibilità…questo lo sappiamo tutti, perché se non ci fosse il web e non ci fossimo noi blogger che diamo risalto alla vicenda e a tante altre…sarebbe passata nel dimenticatoio
Articolo di Stefano Becciolini © del 7 Marzo 2015


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