sabato 2 maggio 2015

DIETRO GLI ESECUTORI C'E' SEMPRE UN MANDANTE

Come Blogger indipendente non posso non esimermi a dare un giudizio sui fatti di Milano del I° Maggio. Cercherò di non fare nessuna retorica o di scagliarmi contro i "lelinquenti" che hanno messo a ferro e fuoco Milano visto che quest'oggi è lo sport preferito da tutti gli esponenti politici sia di destra che di sinistra e ne infoltire la schiera dei più scalmanati che invocano uno "Scelba del 21° Secolo" (Mario Scelba famigerato Ministro degli Interni Democristiano dal 1947 al 1953, famoso per i metodi di repressione violenti contro i contadini e gli operai), come ho ascoltato dalla bocca di un radioascoltatore questo pomeriggio su "Radio Padania".
Questo sentimento di odio verso i "delinquenti", che non voglio nemmeno chiamarli con il loro nole di battaglia per non dare loro troppa importanza, sta coinvolgendo come sentimento popolare anche i manifestanti "pacifici" che sfilavano ieri per le vie di Milano.
L'immagine che mi ha più inquietato è stata quella del cordone dei "delinquenti", con la tipica disposizione parallela e a file incrociate, esattamente come quella della Polizia durante le cariche per avere meno varchi di passaggio. 
Anche la disposizione della prima fila con i bastoni paralleli e contrapposti a formare un maniglione di spinta in caso di carica, ricorda molto la tecnica usata dalle forze di Polizia e "non solo italiane".
Troppi dubbi ed interrogativi e non bastano certamente le affermazioni di Matteo Renzi, che li etichetta come "quattro teppistelli", a dissiparle.
Le tecniche utilizzate ieri nel centro di Milano, sono tecniche non da guerriglia urbana di quattro delinquentelli,  ma da vera e propria "azione militare in centro abitato".
Attacchi rapidi e ravvicinati, a gruppi di 5, armati di mazze, martelli, sampietrini.

Uscivano ed rientravano in pochi minuti dal loro spezzone di corteo dopo aver spaccato tutto: banche, negozi di lusso, agenzie turistiche.
E come atto finale, il defilamento; togliersi "l' uniforme", abbandonare le armi e dileguarsi tra i manifestanti pacifici. E tutto questo senza che nessuno li riprendesse con un cellulare o una videocamera. Quindi anche il luogo del defilamento era stato concordato e studiato. Ma da chi?
E poi c'è l'altro particolare del "delinquente" con il Rolex, ripreso mentre imbrattava con vernice una vetrina e che Matteo Salvini ha etichettato subito come un figlio di papà che per noia frequenta i centri sociali.

Altro dubbio che lascia in qualche modo esterrefatti: perchè la polizia non è intervenuta ancor prima dell'inizio degli scontri? Nelle manifestazioni è proibito sfilare anche con zaini in spalla, figuriamoci con i caschi e le mazze.
Voglio ricordare che molti manifestanti hanno subito cariche di Polizia e relative botte nei fatti di Milano, Roma e Torino nel 2012.
E' proprio vero come afferma Pisapia che il comportamento "passivo" della Polizia ha evitato il peggio? Oppure l'ordine di non caricare è stato dato per altri motivi?
Di tutta questa bruttissima vicenda gli unici che hanno perso la faccia sono proprio i manifestanti, quelli pacifici, che sfilavano in corteo contro l'EXPO, contro gli OGM, contro il TTIP, contro le Multinazionali. Di contrappasso invece sono proprio questi ultimi contro cui era organizzata la protesta a trarne i maggiori benefici mediatici.
Articolo di Stefano Becciolini © del 2 Maggio 2015



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 Scontri Milano I° Maggio 2015