domenica 17 maggio 2015

L'OCCIDENTE SI CRDEVA AL SICURO

Molti si chiedono quando finirà questa crisi economica iniziata nel 2008, la più lunga e persistente dall'inizio dell'era industriale.
Quelle che leggerete sono mie riflessioni e non essendo un'economista o studioso di macro economia, hanno puramente un valore per così dire da "uomo della strada".
Non credo che torneremo mai ai livelli di benessere pre crisi, in quanto la fase di espansione economica che ha avuto il suo massimo nei primi anni del nuovo secolo è ora mai finita. Quello che ci aspetta è disoccupazione strutturale ancora per molto tempo e non certo solamente per colpa della mala politica, come molti giornalisti ed intellettuali nostrani si affannano a farci credere. Il problema  a mio avviso è molto più grave ed investe la forza lavoro che è enormemente sproporzionata rispetto alla richiesta del mercato. L'Europa Occidentale negli ultimi decenni è stata deindustrializzata per portare la produzione in quei paesi dove il lavoro costa meno, quindi meno industrie in Europa, meno lavoro per gli europei.
Altro fattore fondamentale è la tecnologia che porta via lavoro alle maestranze. Infatti mentre mezzo secolo fà si occupavano decine di operai per costruire un'autovettura, oggi, grazie alla tecnologia ne bastano meno della metà. La tecnologia ha notevolmente migliorato la qualità della vita, ma nello stesso tempo rende obsoleta la manodopera e quindi crea disoccupazione.
L'iper tecnicizzazione crea è vero altri posti di lavoro, ma per figure altamente specializzate che non possono però compensare la perdita di lavori tradizionali. 
I giovani soprattutto per trovare occupazione devono essere sempre più competitivi; i profili professionali richiesti dalle aziende saranno sempre più specialistici, mettendo così a mergine della società quei giovani non in possesso di titoli di studio adeguati.
Ma chi potrà studiare e frequentare le Università se non i figli di quella fetta di popolazione, sempre più esigua, che hanno un reddito sicuro e superiore alla media?
Ho sentito in una nota trasmissione radiofonica che lo Stato dovrebbe fare grossi investimenti pubblici per creare lavoro ed occupazione, ma come è possibile aumentare la spesa pubblica per creare lavoro dal nulla in una fase di recessione economica come questa dove i soldi sono sempre di meno?. Anche se ci fossero i soldi per creare lavoro da nulla, sarebbe una bomba ad orologeria in quanto prima o poi i conti non quadrerebbero.
Il panorama che si prospetta per il futuro diventa sempre più inquietante; il lavoro sempre più precario, la spesa pubblica che subirà sempre più grandi riduzioni e tagli, le pensioni oltre che non essere garantite per le future generazioni saranno a rischio a causa dei conti pubblici in rosso.
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Anche i servizi pubblici che ora sono gratuiti costeranno sempre di più. Il sistema di protezione sociale nato nel dopo guerra per tenere la popolazione dei paesi occidentali in uno stato di pace e serenità si sta lentamente ed inesorabilmente sgretolando. Questo sistema sociale aveva come intento quello di contrapporsi al blocco sovietico ed evitare il malcontento della popolazione occidentale. Venendo a mancare lo spauracchio dell'URSS, viene a cadere questo intento e non c' è più bisogno di tenere buoni i cittadini per evitare che vogliano unirsi al nemico, visto che per il momento non esiste  più un nemico (l'ISIS è un'altra cosa). 
Riassumendo: disoccupazione strutturale elevata e grossi tagli alla spesa pubblica, a meno che non ci siano grandi cambiamenti radicali, questo è il nostro triste futuro.
Articolo di Stefano Becciolini© del 17 Maggio 2015