sabato 14 novembre 2015

IN NOME DI DIO: ORA E’ GUERRA!



Editoriale di Luigi Orsino


(N.d.r..) Non sempre si può essere integralmente daccoRdo con chi scrive gli editoriali e purtroppo questo è uno di quei casi. Capisco benissimo l'ondata di sdegno verso i barbari terroristi Islamici, capisco lo scontro di culture, capisco tutto! Ma quello che non capisco è il motivo per cui si deve stare per forza da una parte o dall'altra. Non lo accetto. Come scrive l'ottimo Luigi Orsino, "le religioni sono l'oppio dei popoli", ma visto che l'oppio è una sostanza psicotropa che falsa la percezione della realtà è considerata "fuori legge".
Altra perplessità: a quanto sembra uno dei terroristi  vent'enni, (per capirci quello che si è fatto esplodere allo stadio) era di nazionalità francese. Evidentemente c'è  qualcosa di marcio nella nstra società che getta nelle mani dei terroristi ragazzi francesi che evidentemente soffrono gravi disagi sociali. La cosa che mi fà ancora piu' paura  dell' ISIS sono quei giornalisti che intitolano in prima pagina "Islamici Bastardi" di cui non voglio nemmeno fare il nome della testata per non fargli pubblicità, ma penso che abbiate capito a chi mi riferisco. Prima di agire riflettiamo e se nel caso si debba agire, questa volta si deve andare fino in fondo, senza "se" e senza "ma. Ecco come si potrebbe riassumere il mio pensiero:
PREGHIERA A DIO DI VOLTAIRE TRATTATO SULLA TOLLERANZA



Editoriale:
In nome di Dio sono stati commesse le più sanguinarie e brutali stragi che la storia umana ricordi. Nessun dittatore e nessuna guerra ha mai causato tante vittime e prodotto tanto danno quanto la fede. La ceca ottusità di fondamentalisti, di qualsiasi religione, che si ritengono i depositari dell’unica verità è la più potente delle droghe che porta, questi esaltati, a credere di poter commettere qualsiasi nefandezza in nome del loro Dio.
Ovviamente l’attrito più cruento è tra il Cristianesimo e l’Islamismo in quanto non si tratta solo di uno scontro religioso ma di culture diverse. La cultura occidentale, che pur con tutte le sue contraddizioni, è tesa verso il progresso, la civiltà e il rispetto dell’individuo, in contrapposizione con i nuovi barbari, che in nome di un dio sanguinario, attuano una strategia, da loro definita “guerra santa”, che vuole l’annientamento fisico di tutti coloro che non intendono piegarsi alla loro fede delirante.  
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Detto ciò voglio chiarire che io tengo a difendere lo stile di vita occidentale in contrapposizione con chi vorrebbe imporci altri usi ed altri costumi. Usi e costumi che non ho nessuna difficoltà a definire barbari, inconciliabili con il progresso umano, con il libero pensiero e con il rispetto della libertà individuale. L’Islam incarna tutto quanto ritengo più deleterio per il progressivo elevamento dell’intelletto umano, uno stile di vita arretrato, basato su concetti tribali, ottusamente repressivi di qualsiasi idea di rinnovamento, totale chiusura ad ogni dialogo. Non mi riferisco solo ai musulmani integralisti ma anche a quelli che si definiscono moderati ma poi scannano le figlie perché hanno indossato i pantaloni.
Mi sento totalmente allineato con le tesi di Magdi Allam, che non manca mai di metterci in guardia sull’imminente pericolo costituito dal diffondersi della religione islamica, ugualmente sono allineato con le idee della grande Oriana Fallaci che individuava nello Stato d’Israele una fortezza piantata nel cuore del Medio Oriente a protezione del Mondo Occidentale, un muro eretto per fermare le orde barbariche che sciamano dai paesi islamici. 
La Francia sotto attacco:
I criminali islamici hanno, nuovamente colpito il cuore dell’occidente, dopo l’attacco alla sede di Charlie Hebdo ed al centro commerciale kosher  “Qwartz” (rivendita di alimenti preparati secondo la tradizione ebraica), un nuovo colpo è stato sferrato sulla soglia di casa nostra. Il 10°, 11° e 12° arrondissement (centro di Parigi) sulla riva destra della Senna, ha subito il contemporaneo attacco di un nutrito commando di esaltati stragisti. Lo stadio in cui si stava giocando la Partita di calcio amichevole Francia – Germania è stato attaccato da alcuni kamikaze che si sono fatti saltare in aria dopo aver esaurito le munizioni sparando su civili innocenti. Il Presidente Hollande che assisteva all’evento sportivo è stato evacuato e portato al sicuro. Altri terroristi scaricavano raffiche su raffiche sui passanti, altri criminali occupavano il teatro Bataclan in cui si stava tenendo un concerto. Il bilancio, provvisorio è di 128 morti e 98 feriti, provvisorio perché i bastardi assassini asserragliati nel teatro procedevano alla sistematica esecuzione degli spettatori; le forze di sicurezza francesi, costrette ad assaltare il teatro, hanno fatto il possibile per salvare quante più vite potevano e mettere in condizione di non nuocere più gli aggressori. Questi piuttosto che arrendersi si sono fatti saltare in aria causando altre vittime, il cui numero non è dato ancora sapere, considerato che i poveri corpi sono ridotti a brandelli. L’Occidente ha ricevuto un insopportabile affronto, uno schiaffo che non può e non deve restare impunito. 
Smettiamola, una volta e per tutte con l’ipocrito buonismo, smettiamola di essere il “ventre molle” di una civiltà che vorrebbero decadente ed immobilista. Umberto Eco, anni addietro, ebbe a profetizzare: << La prossima guerra sarà una guerra di religione>> (Futuro prossimo venturo), ebbene quella fosca profezia si è avverata inesorabilmente, si è presentata,  al giudizio della storia. Il nostro dovere è di assicurare alle prossime generazioni un futuro allineato con il nostro glorioso passato. E’ pur vero che l’Occidente non è libero da colpe ma, nulla rinnegando, non dobbiamo farci sopraffare da ignobili individui indegni di appartenere al genere umano.     
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La strategia adottata dai “tagliagole” dell’ISIS è tanto efficace quanto semplice: creare il panico nel mondo occidentale mostrando una forza che è tale solo in funzione della nostra debolezza nel prendere le decisioni giuste senza farci influenzare da falsi sentimentalismi frutto non di reali motivazioni umanitarie ma da puri calcoli speculativi. Abbiamo creduto di poter sfruttare le ribollenti masse umane che premevano ai nostri confini senza accorgerci che ci avevano tirato contro una devastante bomba demografica. L’intento degli assassini jihadisti  per destabilizzare economicamente l’Occidente si è concretizzato in una invasione massiva di masse messe in fuga dalle feroci persecuzioni. I paesi nord africani restii a sottomettersi alla barbarie incombente sono stati attaccati con il chiaro intento di azzerare una delle principali fonti d’introito: il turismo. L’attacco al museo tunisino del Bardo ed ultimamente l’abbattimento dell’aereo russo nei cieli del Sinai carico di turisti provenienti da Sharm el Sheik sono solo gli ultimi atti di una ben congeniata strategia. Da quel che riferiscono i media l’agosto scorso, nella stessa zona, un aereo di linea britannico era stato sfiorato da un missile terra-aria (o forse solo inquadrato nel sistema di puntamento radar). Dando per scontato che i tentativi del governo egiziano di minimizzare la presenza terroristica nel paese è palesemente tesa a contrastare l’azione di depauperamento dell’economia turistica, bisogna ricordare che dalla così detta “primavera araba”, in Egitto, è venuta fuori come prima forza politica il partito dei “fratelli musulmani” legato a doppio filo con Al Qaeda, l’isis ed altre formazioni integraliste islamiche. Certamente il rovesciamento messo in essere dal Presidente  Abdel Fattah al Sisi che li ha estromessi, con la forza, dalla direzione del paese non è stata digerita. Colpire i turisti ha, sicuramente, una doppia valenza: si insinua il terrore negli occidentali e si impoveriscono i paesi musulmani che vivono di turismo, per la maggior parte di provenienza europea. Si consideri anche che i luoghi maggiormente visitati dai turisti, ad esempio le Piramidi, sono considerati dai fanatici islamici empi in quanto testimonianza di antiche religioni. Gli scempi compiuti dai criminali dell’isis a Palmira ed in  Iraq sono la testimonianza di una furia iconoclasta che, ottusamente, distrugge insostituibili siti patrimonio dell’umanità.
La primavera araba è stato solo un paravento dietro il quale si nascondevano i veri registi del terrore, l’Occidente, colpevolmente e per proprio tornaconto, ha finto di credere ad uno spontaneo movimento democratico che nella realtà non è mai esistito. Con la nostra indifferenza, e peggio ancora, con il nostro aiuto sono state abbattute delle dighe che arginavano le componenti più cruente e pericolose. Non commettiamo lo stesso errore in Siria.
Perché colpire proprio un aereo russo? I russi avevano chiesto ed ottenuto dal governo egiziano la concessione di un corridoio aereo per poter inviare i loro velivoli a bombardare le basi dei terroristi in Siria. I russi sono ancora impegnati in Cecenia contro le forze musulmane che vorrebbero trasformare quella regione in un santuario degli integralisti (non si dimentichino i molteplici attentati patiti dal popolo russo ad opera di terroristi ceceni: teatro Dubrovka a Mosca, assalto alla Scuola Numero Uno (SNO) di Beslan in Ossezia del Nord, solo per citarne due). Inoltre i russi entrando nella coalizione anti isis (almeno di fatto) hanno aperto un secondo fronte per cui i terroristi, in espansione in Iraq, Afghanistan, Kurdistan e Siria, si trovano, ora, a dover affrontare forze provenienti dall’Occidente e dall’Est Europa. Altre ipotesi sull’attentato sono state ampiamente smentite dai fatti. infatti oltre alle rivendicazioni dei fanatici e brutali assassini islamici vi sono delle intercettazioni telefoniche tra criminali che rivelano particolari che possono essere a conoscenza solo da chi ha pianificato il disastro.
Perché colpire la Francia? La Francia è sempre stata molto attiva nella lotta al terrorismo di matrice islamica, il suo intervento in Mali è stato determinante per ridare stabilità ad una regione martoriata, la sua partecipazione alla coalizione anti isis è stata precoce e molto determinata. Non si può trascurare la massiccia presenza, in territorio francese, di numerose comunità provenienti dalle ex colonie ora infestate dai brutali massacratori. Un humus molto fertile in cui è stato facile, per i criminali, reclutare giovani scontenti disposti a commettere qualsiasi nefandezza pur di far sentire la loro voce. 
Non illudiamoci. Siamo solo alle prime battute di una tragedia epocale le cui pagine peggiori dovranno ancora essere scritte. Certamente il terrorismo islamico non si accontenterà dei risultati ottenuti, ringalluzzito anche dal comportamento di paesi come l’Italia che lascia libero uno degli attentatori del Bardo perché la giustizia italiana non se la sente di consegnare un criminale stragista ad un paese in cui vige la pena di morte (Tunisia) per tali reati. Una posizione, quella italiana equivoca o peggio ancora remissiva nella, vana, speranza di essere risparmiati dai terribili fatti di sangue che hanno colpito altri paesi. Vana illusione perché l’Italia è in una posizione pericolosamente strategica, protesa al centro del, conteso, Mediterraneo e porta posta tra Est ed Ovest. Una porta, purtroppo tenuta sempre spalancata, aperta a chiunque decida di varcarla sia solo per la ricerca di una vita migliore, sia con l’intenzione di delinquere in un paese con leggi permissive sia per andare ad ingrossare le fila delle cellule terroristiche dormienti. Vera quinta colonna costituitasi in casa nostra pronta a colpirci come e quando vorranno.
Non è più tempo di tentennamenti, è il momento di rispondere al fuoco con il fuoco, di prendere decisioni, che possano anche essere impopolari, ma sono, oramai, irrimandabili. Sfido i pacifisti che sventolano le loro bandiere multicolore nella tranquillità delle loro case a farlo sotto il naso dei boia islamici. Che buona salute gli faccia. Occorre avere fermezza, il buonismo non trova posto in una guerra di culture, non vi possono essere posizioni pacifiste quando una delle due parti coltiva apertamente il proposito di sterminare l’altra. Una pace voluta da una sola delle parti in conflitto non si chiama pace ma resa.
Perché l’Italia? L’Italia è la culla della cultura occidentale, è la sede del Papato, è da Roma che sono state progettate e messe in essere le crociate. Non è possibile ritenere che proprio l’Italia non sia nel mirino dei delinquenti massacratori. Dunque aspettiamoci il peggio. Quale occasione più ghiotta, per questa feccia, del Giubileo che darà il via all’Anno Santo il prossimo 8 dicembre? Da anni vado predicando che ci toccherà difenderci combattendo in casa nostra. Ora questo momento è arrivato e non possiamo più rimandare la giusta reazione e l’ancor più giusta punizione per chi ha violato il sacro suolo d’Europa. L’errore è stato non muoversi prima, non intervenire quando sarebbe stato più facile spegnere un fuoco anziché un incendio.
Mi domando: perché tutti siamo concordi nella condanna del nazismo e dei suoi esecrabili crimini e non siamo altrettanto fermi e decisi nel condannare ed annientare chi è, anche, peggiore dei nazisti. Pensate forse che questi esaltati non stiano commettendo abbastanza eccidi? O forse pensate che, se gliene sarà data l’occasione, non metteranno su forni in cui gettare gli “infedeli”? Forse non hanno dato sufficienti dimostrazioni della loro inaudita ferocia?
E’ arrivato il momento di compattare le forze, di creare realmente quell’Unione Europea che fino ad oggi unita non lo è stata affatto. Di aprire le braccia alla Russia come parte integrante dell’Occidente e d’Europa. USA, UE e Russia insieme possono spazzare via il pericolo che incombe. Almeno ora si lascino da parte gli interessi personali, di ogni singola nazione, si tralascino le speculazioni economiche e ci si ponga a difesa del focolare della civiltà occidentale.
Invito tutti a fare attenzione, a sorvegliare coloro che potrebbero essere innocui oppure lupi travestiti da agnelli. Le nostre città sono state invase da centinaia di migliaia di islamici e, state sicuri, tra essi si nascondono i terribili scannatori che non aspettano altro di affondare il coltello nelle vostre gole. La migliore garanzia della vostra sicurezza dipende dalla vostra capacità di riconoscere il pericolo. Al minimo sospetto avvisate le forze dell’ordine, tocca a loro separare il grano dalla gramigna.  


QUESTI “ASSASSINI MANDATI DA Allah” vanno fermati con ogni mezzo. Se vogliamo che in un prossimo futuro le nostre donne dovranno indossare il burqa, se vogliamo essere schiavizzati da queste orde barbariche, se vogliamo rinunciare alla nostra ultramillenaria civiltà non dobbiamo fare altro che attendere passivamente.