domenica 20 dicembre 2015

QUANDO LA MISURA E' COLMA


Editoriale di Luigi Orsino

Vi sono momenti nella storia dei popoli in cui le parole non bastano più.Oggi in Italia stiamo vivendo uno di quei momenti. Noi italiani abbiamo imparato troppo bene l’arte della sopportazione, abbiamo imparato a chinare sempre la testa ed a offrire la schiena al bastone. I giorni gloriosi (che si fosse da una parte o dall’altra) della ribellione al nazi – fascismo sono lontani, da allora non abbiamo più avuto il coraggio di ribellarci a nulla, a nessun sopruso, a nessuna ingiustizia a nessuna nefandezza. Oggi siamo governati da una casta di delinquenti che si approfittano dell’ignavia degli italiani per fare i loro porci comodi, per imporci il loro potere, per poter ingrassare alle nostre spalle. Viviamo in un paese devastato dalla miseria, in cui i giusti ed onesti sono ritenuti stupidi ed i furbi e ladri considerati esempi da seguire ed onorare. La decadenza ci circonda, la democrazia, se è mai esistita da qualche parte, qui ha trovato la fossa profonda in cui essere seppellita. Un paese con un governo (il terzo per la verità) non eletto dalla volontà popolare ma insediatosi con la forza grazie ad un silente colpo di stato voluto e gestito da un Presidente della Repubblica di parte, complice dei gruppi di potere interessati a tenere gli italiani aggiogati, anzi schiavi. Un governo retto da un burattino,
un servo sciocco, che parla e si muove solo quando vengono tirati i fili da chi realmente gestisce il potere. Ma chi sono questi occulti burattinai? Sono i grandi gruppi finanziari, le multinazionali, i padroni dell’economia che attraverso le più ignobili speculazioni si arricchiscono sempre più e sempre più rendono schiavi i popoli e sempre più li privano della libertà. L’avidità e la malvagità di questi demoni vengono santificate convertendole in leggi. In tal modo le banche possono derubarci impunemente, possono spremerci le ultime gocce di sangue con tasse e balzelli tanto assurdi quanto iniqui, possono cancellare le libertà individuali, possono violare la nostra privacy (facendoci credere che è necessario per combattere il terrorismo), possono affamarci togliendoci il lavoro, possono fare del clientelismo l’unica forma valida per l’accesso al credito ed al reddito, possono … possono fare quel che cazzo vogliono. Sapete di chi è la colpa? E’ nostra la colpa, solo nostra! Dobbiamo maledire noi stessi se non riusciamo più a sfamare i nostri figli, se non possiamo neanche più andare a orinare senza rendere conto a qualcuno, se qualsiasi stronzo con un minimo di potere può calpestare i nostri diritti civili, se i giudici possono interpretare le leggi come vogliono dando loro significati e valenze che il buon senso non ci avrebbe mai fatto sospettare. E’ questo il paese che vogliamo lasciare ai nostri figli?
Dobbiamo demandare a loro il dovere, e diritto, di ribellarsi, dobbiamo ancora una volta dimostrare quanto siamo stati vili a sopportare tutto senza reagire? No! Oggi, si proprio oggi, non domani o domani l’altro, oggi è il giorno per trasformare gli aratri, e le penne, in spade. Il tempo di parlarsi, e piangersi addosso, è finito.  Un popolo sfruttato, calpestato, oppresso e deriso ha il diritto – dovere di ribellarsi. Riprendiamoci il futuro gettando giù da una rupe i ladri corrotti e corruttori che pretendono di governarci. Dimostriamo al mondo che gli italiani non vogliono più essere schiavizzati, che vogliono riappropriarsi della propria dignità, che vogliono schiacciare le sanguisughe che li dissanguano. Abbiamo patito già tanti morti tra le nostre file, coloro che di fronte alla perdita della dignità hanno preferito la morte per propria mano. Il loro è stato un sacrificio inutile perché non ha minimamente intaccato la bramosia di potere dei signori arroccati nei palazzi del potere. Il loro sangue chiede, anzi esige vendetta. E’ ora che cadano le teste di chi ci ha resi schiavi. E’ arrivato il momento che paghino per tutti i loro crimini.


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