domenica 14 febbraio 2016

BANCA ETRURIA, REATO MINISTERIALE. INTERVISTA ALL'AVV. CARLO TAORMINA



Intervista all'Avvocato Carlo Taormina sulla vicenda delle banche popolari ed in particolare della Banca d'Etruria ed il conseguente coinvolgimento parentale del Ministro Maria Elena Boschi.L'intervista è di seguito trascritta (come richiesto anche da molti lettori) oltre che trasmessa su Radio F912.  Per ascoltare la versione radiofonica cliccate sul Play nella consolle sottostante. 





D
: Direttore Stefano Becciolini
R: Avvocato Carlo Taormina

Come non tutti sanno o forse perché i mass media ne hanno dato poco risalto o quasi nessuno, il Commissario Liquidatore della Banca Etruria, Giuseppe Santoniha dichiarato che poche settimane prima dell’entrata in vigore del decreto “Salva banche” alcuni correntisti ( della banca Etruria) avevano distolto,prelevato, dai propri conti correnti la cifra complessiva di 228 milioni di Euro. Ora molti di noi cittadini vorrebbero sapere, informati dalla rete e non certo dai mass media, se ci saranno indagini da parte della magistratura. A tale proposito  questo blog  insieme a Maurizio Martigli  ha organizzato per Domenica 28 Febbraio 2016 una manifestazione popolare, senza bandiere e colori politici a Laterina, provincia di Arezzo, città natale e di residenza del Ministro Maria Elena  Boschi e della sua famiglia paterna. Su questo argomento abbiamo chiesto il parere dell’avvocato Carlo Taormina:
D: Buona sera Avvocato Taormina,
T: buona sera
 D: iniziamo con le domande importanti. Le cose si stanno evolvendo in maniera molto rapida in merito ai fatti riguardanti la Banca Etruria, da quanto dichiarato dal Commissario Liquidatore, Giuseppe Santoni, si potrebbe ipotizzare il reato di insider trading?
T: certamente il reato di insider trading è configurabile per tutti i soggetti che a vario titolo hanno concorso al fallimento della Banca Etruia. Sicuramente fattore importante è che il reato di insider trading potrebbe essere assorbito dalla dichiarazione di fallimento fraudolento della banca stessa. L’ eventuale procedura di fallimento fraudolento accorperebbe anche il reato di insider trading
D: Lei si riferisce alla sentenza dell’ 11 febbraio 2016 del Tribunale di Arezzo?
T: La sentenza dell’11 febbraio che dichiara fallita la banca sarà sicuramente impugnata, sarà, quindi, difficile che possano ottenere la revoca del fallimento. Possiamo considerare la procedura concorsuale avviata.
D:  L’apertura di questo fascicolo è nei confronti del vecchio consiglio di amministrazione?
T:  Certamente la procedura interessa tutti coloro che hanno distratto fondi, si sono appropriati di fondi o hanno comunque concorso al fallimento sia della banca Etruria che delle altre banche interessate dal crack
D: nel vecchio CdA (Consiglio di Amministrazione)  faceva parte anche il padre del ministro Boschi
T: Si! Quindi l’eventuale procedura di fallimento fraudolento interesserà anche il padre del Ministro oltre a tutti coloro che a vario titolo hanno concorso al fallimento. Va da se che azioni giudiziarie dovrebbero essere intraprese contro tutti i soggetti interessati.
D: Ci risulta che tra il 2013 ed il 2014 la Banca Etruria aveva autorizzato consulenze che sono da considerarsi illegittime se non addirittura illegali perché mai autorizzate
T:  Si, s i l’aver distratto il denaro dei correntisti per finalità non attinenti all’attività bancaria è un caso classico di abuso. Dove si accerterà che le consulenze mascherano altre attività, ovviamente, sarà compito della Procura di Arezzo stabilire le responsabilità dei singoli personaggi.
D: Avvocato, in un paese normale, l’aver accertato la partecipazione attiva del padre di un ministro in carica non comporterebbe le dimissioni del Ministro in oggetto o anche di una crisi di governo?
T:  Questo non è un paese normale, non è normale nella misura in cui si è accertato che vi è stata distrazione di fondi e nel mentre si conducono le inchieste viene a galla che da due anni il Procuratore della repubblica di Arezzo faceva il consulente per il Premier Renzi. Come sia possibile che questo PM abbia mantenuto il suo incarico istituzionale e possa al contempo svolgere adeguate indagini per questo importantissimo avvenimento, sicuramente uno dei più rilevanti degli ultimi trenta anni. Certamente non è da paese normale che il padre di un ministro in carica non abbia ancora avuto problemi giudiziari pur essendo coinvolto in un ammanco di miliardi di Euro. Chiunque altro sarebbe già stato sottoposto a misure di custodia cautelare. Ovviamente le colpe dei padri non possono ricadere sui figli. Da garantista dico che il Ministro Boschi non è obbligato a dimettersi anche se sarebbe opportuno lo facesse. Anche il padre di Renzi è indagato per reati analoghi ma non mi risulta che nessuno abbia chiesto al Primo Ministro di dimettersi per le mancanze del padre. Si tenga presente che lo stessi Renzi è indagato per fatti avvenuti quando era sindaco di Firenze. Ribadiamo che non si può incolpare il ministro Boschi per quanto può aver fatto il padre. Dobbiamo anche far notare che se al posto di Renzi vi fosse stato Berlusconi  sicuramente sarebbe stato indagato e posto in condizioni di dimettersi. Qualcosa del genere è avvenuta come tutti ricorderanno.
D: Avvocato vi sono anche due fatti avvenuti nel 2015 che gettano ombre sul governo; mi riferisco a qualche settimana prima del  decreto sulle popolari, quando  speculatori della City di Londra hanno portato a casa guadagni di milioni di Euro speculando sulle informazioni "privilegiate", e successivamente a qualche settimana prima che fosse  varato, con urgenza, il decreto salva banche, quando  correntisti anonimi, evidentemente avvertiti, hanno portato via dai loro conti un ammontare di circa 228 ml di Euro.
T: Se lei mi parla della questione Boschi padre, Boschi figlia o Renzi padre; Renzi figlio, io ribadisco la mia posizione. Se poi mi parla dei due provvedimenti legislativi, che ha citato, devo dire che li definirei reati ministeriali che non sono tollerabili in un paese civile. Si è sfacciatamente favorito alcuni a discapito di molti. Una porcata che mai si era vista. Neanche il governo Berlusconi, a cui pure sono state mosse critiche pesanti come macigni, aveva mai osato tanto.  E' evidente che ci troviamo, ancora una volta, di fronte ad una magistratura prona al potere politico, che tollera ed avalla reati che vanno ben oltre il conflitto d’interesse, parliamo di reati ministeriali ed abuso ed interesse privato in atti d’ufficio. Si tratta di reati che hanno danneggiato tutti gli italiani. Nonostante la gravità dei reati nessun magistrato, la dove la magistratura si dichiara sempre e comunque indipendente, ha dato segno di essersi avveduto. Ribadisco che la magistratura si è dimostrata asservita al potere di turno. Oggi Renzi ed il PD hanno il potere, appena ieri era Berlusconi ad avere il potere. In effetti qualche differenza c’è, visto che a Berlusconi qualche processo è stato fatto, mentre per  Renzi neanche cominciano. Le leggi emanate per favorire gli “amici” sono tutte ascrivibili alla maggioranza di governo. Poco importa se il Ministro Boschi abbia partecipato alle votazioni, tutti coloro che hanno votato a favore sono incriminabili.
D: Avvocato mi permetta un’osservazione: “ Buona parte delle responsabilità è anche dei mass media che non hanno riportato nessuna notizia neanche in merito alle dichiarazioni di Santoni”.
T: Mi scusi ma se le ho appena detto che la magistratura è asservita al potere come possiamo pensare che non lo sia l’informazione. I mass media sono conniventi con il potere, riportano solo le notizie che ritengono non diano fastidio ai loro padroni, oppure le manipolano. Infatti delle due leggi truffa non si trova traccia su nessun giornale a tiratura nazionale ad incominciare dal Corriere della Sera. Ormai non esiste più opposizione, agiscono tutti insieme, prendono accordi a latere e non si pestano mai i piedi a vicenda. Siamo in un paese in cui non si può più parlare di libertà di stampa o di qualsiasi altra forma di libertà.
D:  Avvocato, ancora una domanda, che possibilità hanno gli azionisti delle banche coinvolte di riavere i loro soldi o almeno parte di essi?
T:  Guardi entriamo nel merito della credibilità di Renzi, a mio avviso sospettabile di forti turbe mentali, che ha messo in piedi un meccanismo. Dico Renzi perché oggi conta solo lui, che è il famoso arbitrato affidato al dottor Cantone dell’anticorruzione, di cui fra l’altro non si comprende la funzione ameno di non voler dare per scontato che Renzi definisca tutto il guazzabuglio una enorme corruzione ai più alti livelli. Affidare ad un personaggio come Cantone, che non può fare più di quel che fa, che a mio avviso non fa neanche tanto bene, significa depistare. Io ho già avvisato gli azionisti danneggiati di fare attenzione a questa faccenda dell’arbitrato che è una truffa nella truffa. Non sappiamo in che misura saranno risarciti i danneggiati ma soprattutto, sia chiaro, che l’arbitrato rende impossibile qualsiasi azione giudiziaria. Insomma una volta accettato l’arbitrato non è possibile poi contrastare in alcun modo la decisione dell’arbitro. Solo le azioni giudiziari potrebbero portare ad un’equa soluzione per i soggetti danneggiati. Qui entra in gioco un’ulteriore problema: la dichiarazione di bancarotta. Alla bancarotta vengono acquisiti tutti i crediti ed i debiti del fallito per cui gli azionisti possono solo sperare nelle azioni giudiziarie che invece vengono escluse dall’arbitrato. Inoltre i personaggi che si sono resi rei di appropriazione indebita aggravata devono rispondere di tale reato nelle sedi opportune. I danneggiati devono rifiutare l’arbitrato e ricorrere alla magistratura civile e penale per far valere le proprie ragioni. Questa è l’unica strada percorribile per riavere il maltolto.
D:   Mi scusi avvocato sarebbe ipotizzabile una class action?
T: Una class action è ipotizzabile solo in sede civile, qui di grande rilevanza sono i risvolti penali. L a cosa migliore è che ogni danneggiato avvii una procedura sia in sede civile che penale. Oppure che gli azionisti si riuniscano in un comitato e inoltrino denuncie inerenti la bancarotta fraudolenta di cui si sta occupando la Procura di Arezzo.
D: Se i correntisti danneggiati volessero portare avanti una sola pratica legale comune, lei si farebbe avanti per proporsi come loro legale?
T: Gli avvocati non si debbono mai proporre, debbono, per deontologia, essere avocati, cioè chiamati.
D: Ma se qualcuno dei danneggiati, che magari sarà presente anche alla manifestazione del 28 febbraio a Laterina, che va assumendo sempre maggiore consistenza, volesse rivolgersi a lei…
T: Consiglio, ancora, ai danneggiati di consorziarsi in uno, o più comitati, e qualora lo ritengano opportuno, possono rivolgersi a me o qualsiasi altro legale per essere assistiti.
D: Avvocato credo lei sia a conoscenza della manifestazione che si terrà a Laterina innanzi alla casa del ministro Boschi.
T: Se mi sarà possibile parteciperò volentieri, in caso contrario consideratemi, comunque, presente.   

Intervista a cura del Direttore del Blog FAHRENHEIT 912, Stefano Becciolini. 
Trascrizione a cura di Luigi Orsino 



SERVIZIO DI PANDORA TV A LATERINA




 MANIFESTAZIONE LATERINA 28/02/2016



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