venerdì 8 aprile 2016

USA: 1969 - 2016 LA LUNGA STRATEGIA DEL TERRORE

Editoriale di Stefano Becciolini


Alla luce dei recenti fatti accaduti in Europa negli ultimi mesi ed ai sempre più insistenti venti di guerra in Libia, voglio riproporre un mio vecchio editoriale datato 24 Novembre 2014 che ritrova un particolare riscontro con le dichiarazioni fatta dal giornalista Giulietto Chiesa nel suo intervento del 2 Aprile 2016 presso la Camera del Lavoro di Milano. 

L' 8 Dicembre 1970 nella storia d' Italia è,  ed sarà ricordato come il giorno del Golpe organizzato e pianificato dal principe Junio Valerio Borghese, Golpe che doveva rovesciare la Democrazia ed instaurare in Italia un regime militare.
Vi chiederete per quale motivo, a distanza di quasi mezzo secolo scrivo un articolo del genere. Non è revisionismo storico o nostalgica reminescenza (anche perchè avevo 5 anni). Scrivo questo documento per cercare di fare luce sui veri mandanti che da lì ai successivi 10 anni insanguineranno le strade e la coscienza di un Popolo ancora una volta, ora come allora, sotto l'egemonia politica e militare degli USA.

Per brevità nell'articolo farò dei rimandi a link diretti su alcuni personaggi di questa oscura vicenda.  Il Principe Junio Valerio Borghese, noto anche con il soprannome di principe nero, era in precedenza conosciuto per essere stato il comandante della Xª Flottiglia MAS fin dal 1º maggio 1943. Dopo l'8 settembre 1943 con il proprio reparto aveva aderito alla Repubblica Sociale Italiana che combatteva a fianco dei tedeschi. Da alcuni documenti desecretati nel 2000, risulta però che Borghese aveva stretto collaborazione, già prima della fine della II^ Guerra Mndiale con i servizi segreti Americani.
Processato e condannato dalla Procura della Repubblica italiana,   ottiene le attenuanti e dopo pochi anni di prigione viene rimesso in libertà, su pressione dei Servizi Americani.
Rimase nell'ombra fino alla metà degli anni '60, ma da indiscrezioni giornalistiche, risulterebbe che già all'inizio del decennio, la CIA Americana aveva preso contatti con il Principe, presagendo una svolta a sinistra del nostro Paese.
Il Principe Borghese aveva un ruolo di primo piano, ma solo a livello mediatico, sia per l' appartenenza alla X^ MAS che come fondatore del Partito Extra Parlamentare Fronte NazionaleMa un progetto del genere necessitava di una serie di altri personaggi che operassero anche legalmente nelle Istituzioni della Repubblica in quanto impensabile che potesse organizzare da solo un colpo di Stato.
Ma allora chi c'era dietro a questo "nostalgico del vent'ennio"?
Chi erano i veri organizzatori, pianificatori e  ideatori del Piano eversivo?
Il Generale di Corpo d'Armata Vito Miceli, proprio in quell'anno assunse il comando del SID (Servizio Informazioni Difesa) e anche se più volte da lui smentito nei processi degli anni '70, era a conoscenza del  colpo di Stato. Fu proprio Vito Miceli ad informare i golpisti che la Polizia Politica (oggi DIGOS) era a conoscenza del piano per assaltare il Viminale, rapire il Presidente della Repubblica ed uccidere il Capo della Polizia.
Alcune testimonianze come quella di Remo Orlandini, costrutture e mente organizzativa del Golpe, affermano che il Generale Vito Miceli aveva preso contatti con il Principe Borghese alcuni mesi prima dell'8 Dicembre.
Antecedentemente a quella data, erano stati iniziati alla Massoneria quattrocento ufficiali delle forze armate. In particolare, emersero i nomi di Gavino Matta e Giovanni Ghinazzi, entrambi della "loggia coperta  denominata "comunione di Piazza del Gesù", entrambi veterani falangisti della guerra di Spagna.
Altro particolare degno di nota era stata la visita del Presidente Americano Richard Nixon il 27 febbraio 1969, pochi mesi prima della strage di Piazza Fontana a Milano.
Egidio Ortona, ambasciatore italiano a Washington, annota per quell'evento "Al Quirinale Saragat e Nixon si ritirano per un incontro a quattr’occhi; deplorevole dispregio dei diplomatici…".  A questo colloquio fra i due presidenti, svoltosi senza alcun testimone, può esser fatta risalire la data d’inizio della strategia della tensione,  finalizzata alla proclamazione dello "stato di emergenza" per quegli anni  e la promulgazione di leggi speciali, che come oggi limiteranno il diritto al lavoro e alle libertà di espressione. 
E per non farci mancare nulla, ma proprio nulla, anche la Gladio ebbe un ruolo e non credo secondario nell'organizzazione del Golpe. Ricordiamo che la Gladio era un'organizzazione segreta para-militare ai diretti ordini deila CIA.
Ma come mai il colpo di Stato doveva spazzare la Democrazia in Italia l'8 dicembre 1970, ad un' anno di  distanza dalla strage di Piazza Fontana?(12 dicembre 1969) Nell'attuale concezione degli avvenimenti contemporanei a quegli anni (1968-1970) si vuole fare credere che il Paese stesse prendendo una pericolosa svolta a sinistra sia ideologica popolare che della politica reale. In quegli anni prendeva corpo l'idea di un Governo di unità nazionale, dove alcuni esponenti della Democrazia Cristiana, come Aldo Moro, volevano trovare un accordo Democratico con il PCI (Partito Comunista Italiano), progetto che fu la causa del suo assassinio ad opera delle BR (con presunta copertura della CIA) nel Maggio '78.
E qui arriviamo al nocciolo della questione, al bandolo dell'intricata matassa, ma con un pò di fantasia e sforzo mentale, possiamo farci un'idea abbastanza chiara sul ruolo degli Stati Uniti D'America nell'ingerenza nella politica e nell' economia Italiana negli ultimi 35 anni. La CIA da sola non poteva così prepotentemente assumere un ruolo importante nelle faccende italiane, aveva bisogno di interlocutori qualificati ed accreditati nella vita politica, economica e militare. 
La Massoneria aveva "iniziato" 400 Ufficiali dell'Esercito e delle Forze Armate già dopo la metà degli anni '60, oltre che portato nelle sue file con una pianificazione capillare, molti appartenenti alla Pubblica Amministrazione, imprenditori e politici, che nel boom di quegli anni vedevano la Massoneria come un Club esclusivo ed elittario, ma forse non capivano realmente la portata delle loro azioni. La Massoneria era la chiave d'ingresso per accedere alle stanze del potere, anche se fino alla metà degli anni '60, non aveva tra i suoi adepti molti nomi importanti. La svolta fu data da Licio Gelli,oscuro personaggio che passa dal periodo fascista a quello dell'Italia Democratica senza ripercussioni, anzie sempre stimato per la sua precisione e zelo nella cura dei particolari. Tranne che per un fatto di poca importanza, la perdita di 20 tonnellate d'oro, parte del tesoro di Re Pietro II di Jugoslavia, che nel 1942 Licio Gelli doveva trasportare in Italia come Ispettore del Partito Nazionale Fascista. Questo oro venne da Gelli trasferito in Argentina.
Del coinvolgimento della Massoneria e di Licio Gelli nel quadro di destabilizzazione se ne ha una conferma dalle dichiarazioni del Giudice Istruttore Guido Salvini della Procura di Milano e del Capitano Antonio La Bruna in merito al tentato Golpe del '70. Queste dichiarazioni confermano il coinvolgimento della Massoneria , non solo a livello organizzatico e di raccolta fondi, ma anche per il ruolo di primo piano che alcuni importanti Massoni avrebbero dovuto avere nel  rapimento del Presidente della Rebupplica di allora Giuseppe Saragat che doveva concludere il colpo di Stato.Non prima però dell'assassinio del Capo della Polizia di allora da parte di personaggi legati alla mafia siciliana. Il quadro si fa più completo man mano che annotiamo nomi e sigle: CIA, Massoneria, Gladio,  SID, Mafia.
Il piano della CIA era molto più subdolo e pericoloso, un piano che guardava al futuro e non si limitava agli equilibri internazionali di allora. 
Come si poteva mantenere un Paese come il nostro pieno di fermento culturale, ricchezze e punto strategico economico del Mediterraneo, sotto il giogo della superpotenza d'oltre oceano? 
Adottando la strategia della tensione (iniziata in quel lontano autunno del '69), sociale e politica, per evitare che l'Italia prendesse una via diversa da quella dei blocchi contrapposti USA e URSS, evitare che il  Paese potesse prendere coscienza della possibilità di avere un' indipendenza economica e culturale e divenisse un "cane sciolto" nello scacchiere internazionale. Della stessa idea di indipendenza economica e soprattutto energetica, era stato fautore  Enrico Mattei, Presidente dell'AGIP Italia, morto in un incidente aereo mai chiarito il 27 ottobre 1962. I Governi USA avevano capito e soprattutto stavano capendo in Vietnam,  che l'unico modo accettabile dall' opinione pubblica Americana di conquistare un Paese, era quello dell'invasione economica, ma ogni tanto qualche guerra per accontentare i produttori di armi ci voleva. In quegli anni molti economisti erano consapevoli che una grande potenmza poteva reggersi esclusivamente sulla potenza economica, e  che paesi come  l'Unione Sovietica avevano le ore contate, sia per il regime oppressivo adottato nei Paesi satellite, che per la fallimentare economia. Cosa avvenuta puntualmente circa 15 anni dopo.


Questa teoria è sempre stata sostenuta anche da alcuni esponenti di spicco dei NEOCONS o PNAC (Project for the New American Century), Richard CheneyDonald Rumsfeld, Paul Wolfowitz, che grazie alla teoria di Leo Strauss, sulla necessità di cercare un nemico esterno per mantenere il Potere ed unire il Popolo Americano, avevano identificato l'Unione Sovietica come il grande ed oscuro nemico la cui semplice esistenza metteva a repentaglio la sopravvivenza della Nazione, nonostante ben consci che il modello di vita e soprattutto economico avrebbe avuto vita breve.
Questa teoria o dottrina della tensione sociale sta continuando da oltre 35 anni ed il suo modello ben collaudato è stato esportato in tutti i Paesi che il "Governo Illuminato" Americano vuole tenere sotto il giogo militare ed economico.
L'idea di creare uno spauracchio per aggregare la popolazione intorno ad un pericolo comune non è certo nuova, da Nerone ad Hitler, la storia abbonda di esempi in cui questa strategia è stat applicata con grande successo. La novità introdotta dai NEOCONS sta nel fatto che per la prima volta nella storia l'avversario da cui difendersi è il mondo intero. Negli anni la teoria si è raffinata ed oggi il nemico identificato è una religione, quella Islamica. Il nostro Paese è stato il primo esperimento di questa nuova forma di colonialismo , e come ogni colonialismo che si rispetti, il fine è quello di depredare i Paesi conquistati o soggiogati.
La novità nella teoria dei NEOCONS sta nel fatto che il mondo non è più il nemico da combattere con le armi, ma una preda economica.
A conclusione di questo lungo articolo si puo affermare che i tempi sono cambiati, ma le finalità ultime e i poteri oscuri di allora sono gli stessi e stanno raggiungendo gli obbiettivi che si erano prefissati, ma con altri mezzi.


2 Aprile 2016 - Camera del Lavoro di Milano



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