martedì 19 luglio 2016

GLI U.S.A. DIETRO IL FALLITO GOLPE TURCO. INTERVISTA A GIULIETTO CHIESA


(N.d.R) A tre giorni dal tentativo di colpo di stato in Turchia, il giornalista Giulietto Chiesa, profondo conoscitore delle tematiche geo politiche mediorientali, da una sua visione critica sulle cause e responsabiltà del fallito Golpe. Ancora una volta, come per altro già fatto nei mesi passati, attribuisce agli eventi turchi, una possibile "casus belli" per lo scoppio di un conflitto mondiale Intervista a Giulietto Chiesa ilasciata la sera di domenica 17 Luglio 2016 a Web Radio RF 912 - Radio FAHRENHEIT 912

R: Redazione (Stefano Becciolini)
C: Giulietto Chiesa

R – Buona sera, questa volta parleremo con il giornalista Giulietto Chiesa del “tentato” golpe in Turchia che sarebbe stato ordito dai vertici militari ai danni del presidente Erdogan. Nella realtà dei fatti il presidente turco esce fortemente rafforzato da questo evento su cui gravano molte ombre. Uno stravolgimento degli equilibri geopolitici di una regione fortemente coinvolta nel panorama mediorientale, una frattura di un paese membro della NATO nei confronti degli USA, una crescente tensione con la Russia. Da notare che la Base NATO in Turchia, da cui partono i raid contro lo stato islamico è stato islamico, è stata chiusa, dai turchi, per alcune ore.  Quesiti che cercheremo di risolvere con l’aiuto del personaggio che andiamo ad intervistare. Sig. Chiesa secondo lei chi c’è dietro al tentato colpo di stato in Turchia? Gli USA potevano essere al corrente che si preparava un colpo di mano in Turchia?
C – Gruppi di neo-conservatori americani pur di mantenere la supremazia militare e politica degli Stati uniti sono disposti a scatenare qualsiasi sconvolgimento anche di portata mondiale. Il rifiuto di prendere coscienza delle mutate situazioni mondiale rende gli USA pericolosi per l’esistenza stessa del genere umano. I neo conservatori americani attraverso il loro sito avevano già lo scorso marzo invitato alla rivolta i militari turchi contro Erdogan, promettendo loro l’appoggio sia degli USA che della UE. In seguito due ex ambasciatori USA, attraverso un articolo pubblicato su un importantissimo quotidiano, invitavano Erdogan a dimettersi o a mutare radicalmente la politica turca con un’energica virata democratica abbandonando lo stato di dittatura di fatto esistente nel paese. Dobbiamo quindi considerare Erdogan sgradito agli USA in quanto anche nella guerra siriana la Turchia ha giocato da battitore libero, non allineandosi agli interessi della NATO ma cercando solo di ricavarne il maggior beneficio possibile. Ciò si è scontrato spesso con gli interessi americani. La Turchia alleata degli USA, alleata d’Israele, alleata dell’Arabia Saudita ha spesso giocato una partita su due fronti, fatto questo oltremodo sgradito ai gruppi neoconservatori statunitensi. Erdogan ha un grosso seguito popolare, è islamico e come tale cavalca la tigre dell’integralismo, come già accaduto in Egitto, questa posizione è sgradita all’occidente e l’invito ai militari turchi a liberarsi di lui è esplicito e motivato. Erdogan non ha organizzato il golpe contro se stesso ha saputo prevederlo ed efficacemente contrastarlo. La richiesta di Erdogan di colloqui con Putin crea la possibilità di uno spostamento verso la Russia della Turchia. La Turchia in quanto paese NATO che si avvicina alla Russia crea scenari inquietanti e non facilmente quantificabili.
R – Le voci che vogliono Erdogan l’organizzatore di un finto golpe per liberarsi della parte laica dell’esercito e della magistratura oltre che a consentire una virata verso un islamismo più fondamentalista sono infondate?
 C – Erdogan ha degli oppositori, questi sono soprattutto elementi filo occidentali antislamici, sono loro che hanno sparso la voce che sia stato lo stesso presidente turco ad organizzare un finto golpe. Erdogan ha l’appoggio della maggioranza del popolo che non gradisce un avvicinamento all’occidente, vuole andare verso l’Islam, forse anche verso un Islam radicale.
R – Per noi occidentali lo slittamento della Turchia verso un Islam radicale in quanto paese membro della NATO, secondo esercito più forte dell’alleanza e con consistente potenziale nucleare dislocato sul suo territorio potrebbe essere un grosso ed incombente pericolo.
C- La NATO è un pericolo, chiunque non è d’accordo con la politica dell’alleanza deve far sentire la sua voce e chiedere l’uscita dalla NATO. Il pericolo di un Islam integralista non esiste è uno spauracchio creato ad arte. 
R – Mi scusi ma, se non sbaglio, lei in passato aveva affermato che l’Islam fondamentalista era stato creato e voluto dagli USA per contrastare la Russia.
C – al Quaeda è una creatura degli USA creata, in un primo tempo, per contrastare i russi in Afganistan e poi operante in Bosnia, con tanto di passaporto bosniaco per Osama Bin Laden, con il totale appoggio della CIA. Che poi Osama abbia fatto il doppio gioco e sia stato anche il fautore di atti terroristici è innegabile ma è parte integrante del personaggio. Il terrorismo islamico è il frutto avvelenato dell’albero piantato dagli USA, Dalla NATO, dalla Gran Bretagna e dai servizi segreti occidentali. I militanti dell’Isis sono dei poveri ignoranti che vanno a morire per un po’ di dollari. Non escludo che il terrorismo sia stato pianificato per privarci delle libertà individuali. In realtà se non prendiamo coscienza di una realtà occulta dovremo assistere ad una grande catastrofe epocale.
R – Secondo lei vi può essere correlazione tra la strage di Nizza ed il golpe in Turchia?
C – Una diretta correlazione no, ma sicuramente una correlazione casuale che ha fatto comodo a molti si. Lo stragista di Nizza sicuramente è parte del discorso che facevamo prima. Il golpe in Turchia è stato pianificato ma mal condotto da militari che hanno commesso innumerevoli errori, non ultimo quello di bombardare il parlamento, infatti le opposizioni politiche in Turchia non si sono schierate ne con Erdogan ne contro di lui. Non mi stupisco degli errori dei militari, io personalmente, nel  1991 ho assistito al golpe in Russia e posso testimoniare che fu organizzato malissimo pur sortendo gli effetti voluti.
R – Come mai tra la Turchia ed Israele i rapporti si sono inquinati e cosa succederà dopo l’incontro tra Putin ed Erdogan?
C – Non mi risulta che i rapporti tra gli israeliani e i turchi si siano inquinati anzi Erdogan ha ripreso ed intensificato i rapporti diplomatici. Cosa potrà succedere dopo l’incontro in Russia è difficile dirlo, certo è che dopo l’abbattimento dell’aereo russo in territorio siriano da parte dei turchi Putin ha mantenuto la calma ma ha creato un blocco economico che ha fortemente danneggiato l’economia turca. Erdogan ha chiesto scusa ai russi e si avvicinato ad Israele perché si sentiva in pericolo. Che la Turchia esca dalla NATO è impensabile, sono sicuro che lo stesso Putin lo sconsiglierà, troppo alto il rischio di un’escaletion su scala mondiale, Certamente Erdogan cerca appoggi per difendersi da un occidente che lo vorrebbe spodestato. La Turchia potrebbe mettere sul tavolo delle trattative il gasdotto che passando sul suo territorio avrebbe rifornito l’Europa occidentale, progetto sgradito agli USA che vogliono venderci il loro gas.
R – Il riavvicinamento della Turchia alla Russia in che modo modificherà gli equilibri medio orientali e in che modo reagirà la NATO?
C – La Russia ha riconquistato la sua posizione di predominio in medio oriente, ha vinto, o sta vincendo la guerra in Siria, sta sconfiggendo l’isis che sopravvive solo grazie agli appoggi che riceve dai servizi segreti occidentali. La Russia no ha bisogno di fortificarsi ulteriormente in medio oriente, vuole solo che la Siria sia lasciata ad Assad fino alle elezioni programmate. Probabilmente si raggiungerà un accordo sul problema curdo. In che modo sarà influenzato il mondo arabo è difficile dirlo. Forse il paese arabo più a rischio è proprio l’ Arabia Saudita.



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