mercoledì 23 marzo 2016

STRAGI DI BRUXELLES E DI PARIGI: STORIA DI COCCODRILLI ED AVVOLTOI

Editoriale di Stefano Becciolini


L' avvoltoio chiese al coccodrillo: perchè con la pancia piena stai piangendo? Il coccodrillo rispose: ho mangiato a crepapelle e mi sento in colpa per la mia ingordigia. E tu perchè mi guardi soddisfatto dall'alto dell'albero su cui sei appollaiato? Aspetto che la mia cena smetta di piangere.

A poche ore dagli attentati terroristici di Bruxelles e dopo una full immersion di notiziari e comunicati stampa dei vari governi, compreso quello dell' auto proclamatosi Presidente del Consiglio Matteo Renzi, si delinea un quadro inquietante sul futuro dell'Europa e sulla libertà dei popoli che in essa vivono. I tamburi di guerra hanno iniziato a battere nelle menti malate di molti esponenti politici e di cittadini italiani. E' frustrante avere la consapevolezza che la storia non insegna nulla ai "maledetti testoni guerrafondai" di ogni latitudine.  Tredici anni di guerra  al terrorismo, prima di Al Qaeda ed ora dell'ISIS, costati centinaia di migliaia di morti civili, portata avanti con bombardamenti intelligenti e  interventi terrestri, non ha prodotto l'auspicata fine del  terrorismo, ma lo ha rafforzato, alimentando inoltre l'odio degli islamici nei confronti dell' Occidente. Ricordo benissimo le dichiarazioni di alcuni pensatori occidentali, che, all' indomani dell' 11 settembre avevano affermato l' inutilità di iniziare una guerra tradizionale contro Al Qaeda, auspicando invece una lotta dura e serrata contro i Paesi "canaglia" che alimentavano ideologicamente e finanziariamente la rete del terrore. Ma questa strada non era percorribile, troppi interessi da parte delle sette sorelle (compagnie petrolifere) con enormi interessi in paesi come l'Arabia Saudita e il Quatar. I segnali c' erano già all' ora e facevano intravedere che la strada intrapresa dal Governo USA portava al baratro.  Ma da buoni "sudditi europei" abbiamo accettato di entrare nella spirale della distruzione e dell'odio. Ora che siamo passati dalla "strategia della tensione" a quella del "terrore" temo che non vi sino altre vie d'uscita se non seguire attaccati al deretano di "Zio Sam" la strada tracciata dai Neocons d'oltreoceano, sperando, anzi pregando, che le elezioni presidenziali di novembre non favoriscano Donald Trump che ha già accennato ad un ridimensionamento dell'ingerenza USA nelle questioni di geo politica mondiale. Se questo evento si verificasse  state certi che l' Europa rimarrà  sola ad affrontare il pericolo islamico, che oltre  premere alle frontiere d'oriente, è già presente all'interno della fortezza Europea. Non saremmo sicuramente in grado di contrastarlo e per la seconda volta in 70 anni saremmo costretti a chiedere  l'aiuto dei "portatori sani di democrazia a stelle e strisce" e la storia di sudditanza militare e politica si ripeterebbe. Ma forse una speranza o per lo meno una luce in fondo al tunnel si intravede e si chiama Russia di Putin come alleato serio alla lotta al terrorismo islamico.   



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