venerdì 29 aprile 2016

SEI POVERO: DEVI MORIRE! DAL PROFONDO DELL'ABISSO

Editoriale di Luigi Orsino

(N.d.R.) Pochi minuti prima di impaginare questo editoriale  e nel dubbio se farlo o meno, ogni mia titubanza è stata spazzata via dopo l'aver ascoltato la storia di Alessandro 45' enne di Volpiano (TO) disoccupato, che da otto  anni è senza luce e senza gas, e  vive dell'aiuto di alcuni amici per mangiare. L'Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Volpiane (TO) nel  civilissimo Nord Ovest  asserisce che non hanno soldi per aiutarlo. Spero vivamente che qualche autorità si prenda carico di verificare l'attendibilità di quanto asserito dall'Assessore. Questa triste vicenda è stata riportata dal programma radiofonico La Zanzara di Radio 24 Il Sole 24 Ore, proprio questa sera 29 Aprile.
Potete ascoltare la traccia audio della trasmissione in questione riportata anche sulla Web Radio RF912. PER ASCOLTARLA CLICCA QUI

Dal profondo dell’abisso io invoco giustizia, non per me solo ma per un popolo che soffre, un popolo umiliato, offeso e deriso: il popolo italiano.Viviamo in uno Stato oligarchico, siamo governati da una ristretta cerchia che detiene il potere politico ed economico, una cricca di farabutti che non si fa scrupoli a vessare in modo oltraggioso il popolo. La volontà popolare per loro non conta nulla, essi hanno il potere perché lo hanno rubato, come hanno rubato, e continuano a rubare, tutto il resto. Sono delle bestie mai sazie, predatori voraci che si nutrono della nostra carne. Sono disposti a tutto per continuare conservare i loro privilegi, sono rotti a qualsiasi compromesso, a qualsiasi alleanza, in primis con le mafie che li sostiene e reciprocamente si danno copertura, quindi se le mafie sono il cancro della società lo è anche la classe dirigente italiana che siede al suo stesso tavolo a spartirsi il bottino.
Per decenni ci hanno dato ad intendere che il 25 aprile del 1945 l’Italia era stata liberata, liberata dal tiranno, liberata dai corrotti, riconsegnata alla democrazia. Un enorme cumulo di stronzate. Abbiamo meno libertà ora di quanta ne avessimo nel ventennio fascista, siamo più tartassati e spremuti che in qualsiasi altro periodo della storia, contemporanea e non. Mentre il Presidente del Consiglio aiuta le banche gli italiani muoiono di fame, mentre da loro la patente di ladri autorizzati moltissimi italiani non possono più permettersi le cure mediche, a causa dei tagli alla sanità, mentre fa affari con le lobbie petrolifere un numero sempre maggiore di nostri fratelli precipita nell’abisso della più oscura povertà.
Questi perversi feudatari non hanno pietà di nessuno, badano solo ai loro interessi e sono pronti a calpestare tutti noi e tutti i valori che umani. Ogni sistema è buono per opprimerci, ovunque volgiamo lo sguardo vediamo solo marcia corruzione e violenta oppressione. L’agenzia per le entrate è un’associazione a delinquere finalizzata all’estorsione, il suo braccio armato, Equitalia, è un consesso di usurai e rapinatori. Le nostre vite si degradano sempre di più, non possiamo più sfamare i nostri figli  e i nostri oppressori, attraverso ben orchestrate campagne di disinformazione, vorrebbero farci credere che le cose
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vanno meglio, che ci avviamo verso la fine del tunnel. Un accidenti che li colga. Io intorno a me vedo solo gente che ha perso il lavoro, che, se è fortunata, fatica malamente ad arrivare a fine mese, se è meno fortunata il mese non lo inizia nemmeno.  C’è gente che mangia gli scarti dei supermercati: vi siete chiesti perché i supermercati hanno messo i lucchetti ai cassonetti? Ci sono brave persone che travolte dal disastro delle loro vite e innanzi alla possibile perdita della dignità decide di farla finita: ammazzarsi, suicidarsi. Ci sono pensionati che dopo una vita di lavoro si vedono sputare in mano quanto basta ai porci che ci governano per un cappuccino e un cornetto al mattino. E i media? Ne parlano di tutto questo disagio? Manco per il ca… . I media sono conniventi con il potere, sono sotto la tavola su cui si gozzoviglia a nostre spese pronti a sgranocchiare le briciole che cadono sul pavimento: che schifo! E dal profondo dell’abisso della disperazione e della miseria io grido tutto il mio disprezzo per chi ci opprime e ci priva della libertà e della dignità, grido tutta la mia ira, invoco vendetta per tutti noi. Non dobbiamo più piegarci, non ci è consentito più soffrire in silenzio, siamo obbligati a ribellarci. Innanzi alla storia non possiamo essere considerati gli imbelli che sempre curvarono la schiena, i nostri figli meritano un paese migliore e siamo noi a doverglielo consegnare. Prendiamo tutti gli sfruttatori, tutti i mafiosi dei palazzi del potere e sbattiamo loro nel più profondo degli abissi. 
Il tempo di parlarci addosso è finito, ora è il tempo di agire.

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